Cinque giorni (più due) in Giordania

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Petra, Monastero

Amo molto il Medioriente, è una parte di mondo che da sempre esercita su di me un fascino profondo. Da tempo sulla mia lista dei desideri, la Giordania non si era mai realizzata per la difficoltà nel trovare qualche compagno o compagna di viaggio che potesse partire con me, senza pregiudizi o paure. Poi, in un freddo pomeriggio di gennaio, la mia cara amica Elisa – conosciuta sui social e poi in aeroporto a Roma – decide di unirsi per il nostro quinto viaggio assieme.

Eh sì, le amicizie che nascono tra viaggiatori sono sempre molto preziose, capita di non vedersi a lungo ma si condividono sempre gli stessi ritmi e le stesse passioni.

Prenotiamo quindi dal 27 aprile al 3 maggio. Le stagioni intermedie sono ottime per visitare la Giordania, noi abbiamo trovato sole e caldo durante il giorno e un po’ di freschino la sera. Dunque pantaloncino corto (non cortissimo, i giordani sono un popolo estremamente tollerante ma ci vuole sempre rispetto per la loro cultura islamica) e maglietta, più una felpa leggera per la sera sono stati perfetti.

Siamo arrivate ad Amman con volo Alitalia, io da Trieste, con scalo a Roma. Il prezzo è stato di circa 350 euro. Il volo è comodo perchè ha orari notturni: atterra nel mezzo della notte e riparte all’alba, consentendo così di sfruttare appieno le giornate.

Una delle parti più “controverse” del viaggio è stato decidere come muoversi. Mezzi pubblici? Auto a noleggio? Autista? Dopo qualche consulto abbiamo deciso per un’autista locale; purtroppo, come vi spiego sotto, non è stata una scelta fortunata ma questo non ci ha impedito di portare a termire quasi tutto quello che ci eravamo prefissate di visitare. 

Il tempo a disposizione era poco, cinque giornate piene con volo di andata e di ritorno notturni; abbiamo perciò fatto delle scelte:

1 giorno: volo notturno da Trieste/Milano per Amman, con Alitalia, pagato circa 350€ a testa – pernottamento in un hotel nei pressi dell’aeroporto;

2 giorno: visita di Jerash e del castello di Ajlun – pernottamento nella città di Salt;

3 giorno: visita di Madaba e del Monte Nebo, tragitto sulla Strada dei Re fino a Kerak e arrivo in serata a Petra – pernottamento a Petra;

4 giorno: visita di Petra e Petra by night – pernottamento a Petra;

5 giorno: visita di Piccola Petra, spostamento al Wadi Rum village per escursione pomeridiana – pernottamento in campo tendato nel deserto;

6 giorno: rientro ad Amman e visita della parte antica della città – pernottamento nei pressi dell’aeroporto;

7 giorno: volo di rientro all’alba.

 

“Cosa abbiamo visto? Cosa ci è piaciuto? Cosa avremmo cambiato?” Partiamo dalla cosa più importante, la Giordania mi ha dato l’impressione di essere un paese sicuro. E’ vero che è circondato da territori dagli equilibri molto delicati ma non ho mai avuto la sensazione di trovarmi a disagio o in pericolo, nè in centro ad Amman, nè in un posto tanto turistico quanto Petra, nè tra le dune del deserto. In secondo luogo, i giordani; li ho trovati gentili, delicati, permeati dalla cultura araba che fa della contrattazione l’arma di scambio ma mai insistenti, mai pressanti. Probabilmente abituati ai turisti, non ci hanno mai guardato con la curiosità che ho visto negli sguardi in altri posti. 

 

Jerash (l’antica città di Gerasa) è stata una piacevolissima sorpresa. Eravamo indecise se inserirla o meno nell’itinerario perchè decentrata a nord di Amman ma a mio parere vale assolutamente un paio d’ore di visita.  L’area archeologica riportata alla luce è solo una minima parte rispetto a quella complessiva. Si entra attraverso l’Arco di Adriano, si percorrono i 500 metri fiancheggiando l’Ippodromo, fino ad arrivare alla Porta Sud, nella zona in cui si trovano i monumenti più famosi: la famosissima Piazza Ovale, il maestoso Tempio di Zeus e il Teatro Sud.  Da qui parte il Cardo Maximum che conduce alla Porta Nord attraverso una serie di altri importanti monumenti tra cui spicca il Tempio di Artemide, il luogo più importante di Jerash. Qui trovate un po’ di foto: Jerash

 

Il Castello di Ajlun (Qalat Ajlun) è una delle fortezze dall’architettura militare araba meglio conservate della Giordania. E’ una struttura massiccia che si erge su una collina che domina una vallata ricca di vigneti e foreste (parte di una riserva naturale in cui si sviluppa una buona rete di sentieri attrezzati per trekking ed escursioni). Nel complesso delle cose viste non è una meta a mio parere imperdibile, ma è un buon punto di sosta in una giornata a nord di Amman. Qui trovate un po’ di foto: Castello di Ajulin

 

La città di Salt (Al-Salt) è stata la prima capitale del Paese, anche se solamente per pochi giorni, nel 1922 con la fondazione dell’Emirato di Transgiordania. La maggiorparte delle case della città, che si sviluppa su delle colline molto fertili, risalgono alla fine dell’Ottocento e sono state costruite in una pietra locale di colore giallo dalla straordinaria resistenza, su due o tre piani, decorate con colonne, volte e straordinari balconi. Purtroppo il centro storico è parecchio abbandonato a se stesso, una buona parte degli edifici è decadente e necessiterebbe di un sostanzioso intervento di recupero che non viene messo in atto per la scarsità della pietra con cui sono stati costruiti (le cave si stanno esaurendo). Vale in ogni caso una tappa per due motivi principali: passeggiare per i vicoli stretti e ripidi – la maggiorparte dei quali costituiti da scalinate che si inerpicano verso l’alto – e l’hotel dove abbiamo soggiornato (lo trovate sotto) dal quale si gode una splendida visuale mentre si assapora qualche piatto della cucina giordana.

 

La città di Madaba è indissolubilmente legata ai suoi mosaici; il più celebre è sicuramente la Mappa di Terra Santa, scoperto nel 1897 e conservato nella Chiesa di San Giorgio (nota: non compreso nel Jordan Pass, trovate sotto tutte le info). La Mappa di Terra Santa, le cui dimensioni attuali sono di 15.7 x 5.6 metri (ma che, per darvi un’idea della maestosità, misurava 17.5 x 10 metri), riproduce oltre 150 famose località, accompagnate dai loro toponimi, che vengono rappresentate con immagini tanto più dettagliate quanto più erano importanti. Al centro della mappa si trova Gerusalemme, della quale sono rappresentati minuziosamente 36 importanti edifici, nella regione si vedono poi città come Gerico, al-Karak, Hebron… Molto carino è il modo in cui è stato rappresentato il Mar Morto: alcuni pesci giunti dal fiume Giordano vengono rappresentati in direzione opposta alla corrente, quasi a voler fuggire dall’estrema salinità del mare. Madaba, come vi dicevo, è famosa per i mosaici e se ne possono vedere di interessanti nel Parco archeologico; questo è incluso nel Jordan Pass, il gentile custode vi chiederà solamente la vostra nazionalità e – in cambio di un po’ di dinari – vi accompagnerà lungo il percorso del parco per vedere il Palazzo bruciato, la chiesa dei Martiri (dove gli iconoclasti hanno danneggiato parte del pavimento musivo), la chiesa della Vergine e la sala di Ippolito. Infine, a qualche centinaio di metri dal centro, si può visitare la chiesa degli Apostoli dove un recente lavoro di restauro ha portato alla luce un meraviglioso mosaico pavimentale di notevoli dimensioni. Questa chiesa non è compresa nel Jordan Pass, all’entrata si trova una casetta in cui fare i biglietti (qualche dinaro a testa) ma non c’era nessuno per cui, dopo esserci guardate un po’ in giro, siamo entrate gratuitamente.

 

Quella per Madaba è quindi una piacevole passeggiata che si può concludere gustando un buon succo di arancia o di melograno in un bar del centro, spesso in compagnia dei locali. Un suggerimento: io non sono un’amante dello shopping e dei souvenir ma devo dire che a Madaba la scelta è migliore che da altre parti, vale la pena approfittarne se volete prendere qualche ricordo. E, curiosando tra le varie vetrine, mi sono imbattuta nelle delizione bambole tipo Barbie della foto qua sotto, vestite con il velo islamico, secondo me molto affascinanti.

 

Il Monte Nebo è il luogo dove Mosè sostò in contemplazione della Terra Promessa. In effetti la vista è meravigliosa, una panoramica a 360° sulla valle del Giordano, sulla Palestina e sul Mar Morto. Su questo sito di grande importanza religiosa è stato costruito dai Francescani della Custodia della Terrasanta (su un precedente monastero bizantino) il Santuario di Nebo, ricco all’interno di splendidi mosaici. Il sito non è compreso nel Jordan Pass. Qui trovate un po’ di foto di Madaba e del Monte Nebo: Madaba e Monte Nebo

 

La Strada dei Re è uno dei percorsi più suggestivi della Giordania e segue il tracciato storico della Via Nova Traiana. Spina dorsale del Paese, si snoda da Amman fino a Petra, attraverso cittadine, castelli e riserve naturali. Gli scenari naturali si susseguono e cambiano man mano che la si percorre; uno dei punti di maggiore interesse è nei pressi dello uadi al-Mawjib dove si apre un meraviglioso punto panoramico. Un consiglio: la strada è molto sinuosa e percorribile solo a velocità medio-basse per cui prendetevi un’intera giornata se la volete percorrere tutta, di modo da potervi fermare nei punti migliori per godere degli spettacoli della natura che vi circonderanno. Qui trovate un po’ di foto: Strada dei Re

 

Petra, città rosa patrimonio Unesco e meraviglia del mondo,  è sicuramente la meta più ambita di ogni viaggio in Giordania. Devo dire che sono assoutamente d’accordo, è una delle cose più belle che io abbia mai visto. La visita del sito parte inevitabilmente dal centro di accoglienza visitatori per poi inoltrarsi subito lungo il letto asciutto di uno uadi e proseguire nella gola Al-Siq. Già lungo questa prima parte del percorso si possono ammirare nicchie scolpite nella roccia e qualche tomba. Il suq si apre poi su quello che è forse il monumento più famoso del complesso, il Tesoro (Al-Khazneh). La maggiorparte dei turisti (purtroppo o per fortuna lo lascio decidere a voi) conclude qui o poco oltre l’esplorazione del sito; qualche foto di rito con il Tesoro alle spalle o con un (povero) cammello bardato di tutto punto, qualche souvenir e un succo di melograno e via. In realtà Petra è molto, molto di più. A fianco del Tesoro il percorso prosegue per un altro paio di chilometri in piano: si costeggia la via delle Facciate, con le tombe in stile assiro scavate nella roccia, per arrivare al Teatro, interamente scavato nella roccia. Proseguendo lungo il percorso, sulla destra si apre la strada verso la collina di Al-Khubthah dove si trovano le tombe reali: la Tomba dell’Urna, la Tomba della Seta, la Tomba corinzia, la Tomba del Palazzo e la Tomba di Sextus Florentinus. Si arriva quindi alla Città Bassa, percorsa dalla via colonnata, lungo la quale si trovano i resti dei mercati, dei propilei, del Tempio Corinzio, del Tempio del Leone Alato e del Grande Tempio di Petra. All’estremità della Città Bassa inizia la scalinata di quasi 900 gradini per raggiungere il Monastero, una salita tra gole scoscese e panorami di quasi un’ora. La fatica è ampiamente ricompensata dalla vista dell’imperioso Monastero e dai vari punti panoramici che si aprono una volta raggiunto l’apice della collina. Qui trovate un po’ di foto: Petra

All’interno di Petra si possono compiere diverse escursioni, più o meno impegnative. Noi abbiamo deciso di salire nel Luogo Alto del Sacrificio e di arrivare poi in un punto panoramico da cui godere di una vista mozzafiato sul Tesoro. Una faticaccia ma lascio a voi giudicare dalla foto qui sotto quanto ne è valso la pena. I trekking sono tutti elencati negli opuscoli informativi che trovate all’ingresso ma a mio parere non sono altrettanto ben segnalati durante il percorso, con qualche rischio di perdersi in zone non propriamente sicure.

In realtà, Petra merita almeno due giornate piene, ma questo lo posso dire ora che sono tornata. Inoltre non mi sento di consigliare lo spettacolo di Petra by night, una delle cose peggiori a cui io abbia mai assistito. La fortuna è stata che, essendo ancora dentro nel sito archeologico alle sette di sera – ben oltre l’orario di chiusura – i ragazzi del sito ci hanno consentito di rimanere dentro (in teoria bisognerebbe fare la mezzora a piedi per tornare ai cancelli di entrata, aspettare le otto di sera e poi ripercorrere il Suq per tornare al Tesoro); abbiamo così assistito alla parte migliore della serata, quella in cui vengono accese le lanterne di fronte alla porta del Tesoro, senza le orde di turisti e i suonatori di flautino che sono arrivati dopo. Sinceramente, il costo dello spettacolo (17€, non è incluso nel Jordan Pass) mi pare esagerato per assistere ad una performance di bassissima qualità in mezzo a centinaia di turisti.

 

Piccola Petra si trova ad una quindicina di minuti d’auto da Petra (non è però raggiungibile con i mezzi pubblici). A detta di molti è persino più bella di Petra. No, per me assolutamente no! Merita di essere vista in un’oretta abbondante di camminata nel suq ma, dopo essersi riempiti gli occhi di tanta bellezza a Petra, l’emozione non è nemmeno lontanamente paragonabile. Qui trovate un po’ di foto: Piccola Petra

 

Il Wadi Rum è una delle cose che più mi ha lasciato senza parole in questo itinerario giordano. E’ un’area protetta a cui si accede tramite il Centro visitatori dopo la registrazione. Il paesaggio è caratterizzato sia da ampie distese di sabbia rossa e dune, che da rocce con strane conformazioni modellate dal vento, che da arbusti tipici del deserto. Come scritto sotto nella parte degli hotel, abbiamo prenotato un tour pomeridiano con pernottamento in campo tendato; si è rivelata un’ottima scelta, sia per il tempo dedicato al deserto, durante il quale abbiamo fatto diverse soste in punti particolarmente caratteristici, che per l’organizzazione del campo. Qui trovate un po’ di foto: Wadi Rum

 

L’ultimo giorno giordano abbiamo affrontato la risalita dal Wadi Rum ad Amman percorrendo l’unica autostrada del Paese. Il percorso richiede almeno quattro ore, durante le quali fuori dal finestrino si sussegono paesaggi sempre diversi, dalle lande desertiche del sud la vegetazione diventa man mano più verde fino ad arrivare alla periferia di Amman, l’unica grande città della Giordania.

Ad Amman abbiamo dedicato solamente un paio d’ore (il percorso che abbiamo deciso di fare è stato molto intenso ed impegnativo e siamo arrivate abbastanza stanche e un po’ provate dal caldo); la nostra scelta è ricaduta sulla visita della Cittadella e della Città Bassa. Amman si sviluppa su diversi colli e la Cittadella si trova su uno di questi, per cui si possono godere delle viste molto ampie su tutti i quartieri della città: la mia impressione è stata quella di trovarmi di fronte ad una vera città mediorientale, poco abituata ai turisti che spesso la evitano, fitta di case bianche e con pochi spazi verdi. Mi è comunque piaciuta molto per la sensazione di caos autentico. La Città Bassa presenta qualche museo interessante (museo del Folklore e delle Tradizioni popolari), un Teatro Romano in ottimo stato di conservazione ed un suq molto animato. Sicuramente abbiamo colto solo marginalmente l’essenza della città, mi sono ripromessa di tornarci anche solo per viverla in un week-end, poichè mi dicono che sia molto animata soprattutto di sera. Qui trovate un po’ di foto: Amman

 

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Questi gli hotel dove abbiamo dormito:

  • Amman (zona aeroporto): Faraseen Apartments 1 – appartamenti vicinissimi all’aeroporto con servizio navetta, una buona soluzione se arrivate di notte e non prevedete subito di visitare Amman; la struttura è abbastanza fatiscente ma l’appartamento che ci hanno dato era confortevole e pulito, il signore che gestisce il tutto ci ha dato qualche consiglio sull’itinerario. 
  • Salt: Beit Aziz – hotel meraviglioso, camera in stile tradizionale e terrazza panoramica con vista sulla città dove cenare e fare colazione (compresa nella tariffa della stanza).
  • Petra: My Home Petra – hotel discreto, nel centro del paese e ad una 10 minuti a piedi dall’entrata di Petra (in discesa, in salita meglio prendere un taxi), colazione sufficiente, stanze piccole ma pulite.
  • Wadi Rum: Rum Stars Camp – abbiamo prenotato il Sunset Tour (pomeriggio e notte in campo tendato più colazione la mattina) – tour strutturato molto bene con partenza dal Visitor Center, in jeep da 4 persone, circa 4 ore nel deserto passando con soste in diversi punti significativi; serata nel campo, con cena compresa, tende con letti molto comodi, bagni e docce in comune; la mattina seguente colazione e ritorno al Visitor Center. Il tour si paga nel momento in cui si viene accompagnati fuori dal campo, la mattina, solamente in contanti (prezzo del nostro tour 55JD a persona, tutte le informazioni a questo link http://www.rumstars.com).
vista dalla terrazza del Beit Aziz Hotel
colazione al Beit Aziz Hotel

 

 

 

 

 

 

 

“Come entro in Giordania? Mi serve il visto?” – Il visto si fa all’arrivo in aeroporto, se ad accesso unico e validità di due mesi costa 40 Dinari (circa 56 dollari), se ad accesso multiplo e validità di tre mesi costa 60 Dinari (circa 85 dollari).

Ci sono due eccezioni:

  • per chi arriva ad Aqaba, sia via mare, via terra o in aereo attraverso Israele o Arabia Saudita è concesso il visto gratuito per la Giordania; non c’è alcun obbligo associato a questo visto, a condizione che i visitatori lascino il paese dalla stessa frontiera d’ingresso entro 1 mese dall’arrivo;
  • chi acquista il Jordan Pass prima dell’arrivo in Giordania, con almeno tre pernottamenti consecutivi nel Paese, ha diritto all’annullamento del visto d’ingresso. 

“Ma cos’è il Jordan Pass? Come funziona? Dove lo faccio? Quanto mi costa?” Il Jordan Pass è un pacchetto turistico che include i principali siti e attrazioni della Giordania (oltre una quarantina di cose incluse) permettendo così di saltare le code. In base alla mia esperienza è molto utile, non abbiamo visto file in tantissimi posti ma già il fatto che consenta di evitare quella per l’entrata a Petra è un grande vantaggio. Ne esistono tre versioni diverse che si differenziano tra loro esclusivamente per il numero di giorni di accesso a Petra (1 entrata 70JD, 2 entrate 75JD, 3 entrate 80JD). E’ utilizzabile entro 12 mesi dalla data di acquisto e, una volta attivato (alla prima attrazione visitata) è valido per 2 settimane. Per la lista delle attrazioni incluse potete guardare il sito ufficiale, disponibile anche in italiano: www.jordanpass.jo

Ora invece un paio di informazioni logistiche sugli orari dei siti visitati:

  JP Orario invernale Orario estivo Orario durante il Ramadan Orario Festivo (compresi i venerdì)
Sito archeologico di Jerash 8.00-16.00 8.00-20.00 9.30-17.30 9.00-16.00
Castello di Ajlun 8.00-17.00 8.00-19.00 9.30-17.30 9.00-16.00
Madaba (mappa mosaico, chiesa di San Giorgio) No 8.00-17.00 8.00-18.00 9.30-17.30 9.30-17.30
Sito archeologico di Petra 6.00-16.00 6.00-18.00 7.00-16.00
Sito archeologico della Piccola Petra Gratuito 8.00-16.00 8.00-18.00 7.00-16.00
Cittadella di Amman 8.00-17.00 8.00-19.00 9.30-17.30 9.00-16.00

 

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La sistemazione a Salt e al Wadi Rum mi sono state consigliate dalla mia amica Simonetta di www.ritaglidiviaggio.it, che ringrazio per gli ottimi consigli!

 

Due note dolenti del viaggio.

  • Avevo contattato il proprietario dei Faraseen Apartments anticipatamente chiedendo se avesse un autista da consigliarci, ci siamo fidate quando ci ha risposto che avrebbe pensato lui ad una persona con ottima conoscenza del Paese e con un inglese di base. Purtroppo le cose non si sono rivelate così, l’autista assegnatoci non parlava mezza parola di inglese – per fortuna io so un minimo di arabo – ma cosa ben peggiore non conosceva le strade, per cui ho dovuto guidarlo io con cartina alla mano per le vie della Giordania. (Non vi sto nemmeno a raccontare l’odissea per trovare l’hotel a Petra…) Non sono una persona che si arrabbia facilmente, tantomeno in vacanza, ma questa volta mi sono trovata a litigare parecchio con il proprietario del Faraseen che, per scusarsi, ci ha offerto l’ultima notte in appartamento e il trasporto gratuito verso l’aeroporto, ma non ha dato disponibilità a mandarci un altro autista. Nota per molto negativa.
  • A Petra, scendendo dagli scalini del Monastero, siamo state avvicinate da due ragazzi ventenni con malcelate intenzioni che alla fine sono rimasti male per il nostro rifiuto perchè “siete le prime italiane che ci dicono di no, perchè se una donna italiana o americana viene qui da sola che altro scopo ha se non stare con noi?”. Sarà stata la sfrontatezza della giovane età o una triste verità sulle donne italiane?

 

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