I monasteri dipinti della Bucovina, Romania

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La Bucovina, ovvero “dolce terra di boschi di faggio” è una regione nel nord della Romania, ai confini con l’Ucraina, famosa per i monasteri medievali.

Il giro che vi propongo consente di vedere i quattro più famosi. La distanza non è molta – meno di 200 km – ma mettendo in conto il tempo necessario per godersi i meravigliosi affreschi e la pace dei giardini racchiusi nei chiostri o tra le mura, vi consiglio di mettere in conto almeno due giornate. Una buona base per questo itinerario può essere la città di Suceava, dove troverete molteplici soluzioni per una o due notti.

Questi sono i monasteri che ho visitato:

  • Monastero di Dragormina
  • Monastero di Voronet
  • Monastero di Moldovita
  • Monastero di Sucevita

 

 

 

 

 

Monastero di Dragormina: costruito tra il 1602 e il 1609, è il monastero più fortificato della zona, protetto da mura imponenti ma senza decorazioni; in quegli anni il dominio turco sulla regione stava raggiungendo il culmine dell’espansione per cui questo monastero è stato costruito più con una funzione difensiva che decorativa. All’interno si trovano una chiesa dallo stile tipicamente moldavo, con tetto spiovente, bassorilievi, particolari gotici che decorano porte e finestre e una torre particolarmente slanciata, completamente e finemente decorata con motivi geometrici e vegetali. La chiesa internamente è decorata con splendidi affreschi lungo la navata e dietro l’altare. Il monastero – uno dei pochi che rimasero aperti durante il periodo comunista – è attualmente gestito dalle monache che mantengono all’interno un ostello per i pellegrini o per i visitatori.

 

Monastero di Voronet: costruito durante l’estate del 1488 e tuttora attivo, è considerato uno dei monasteri più belli. Gli affreschi della chiesa, riparati da un tetto spiovente a forma di tenda (per proteggere i muri da neve e pioggia) sono dominati da un colore azzurro molto particolare – denominato per l’appunto “blu di Voronet”, colore dalle caratteristiche talmente peculiari che non è ancora stato riprodotto chimicamente e che regola la sua tonalità a seconda del grado di umidità nell’atmosfera – e risalgono agli anni attorno al 1540. Due affreschi spiccano in particolare: il Giudizio Universale (sull’intera parete occidentale, affresco che dà a questo monastero il titolo di “cappella Sistina d’Oriente”) e l’Albero di Jesse (a metà della parete meridionale). A fianco dell’albero, sulla destra, spiccano le figure di Aristotele e Platone mentre sulla parete settentrionale, in alto, compare Satana che invita Adamo a vendere la sua anima.

 

Monastero di Moldovita: costruito nel 1532, presenta un meraviglioso affresco dell’Assedio di Costantinopoli sulla parete meridionale, nei pressi del porticato. In questo affresco si scorge il patriarca ortodosso che invoca la Vergine Maria affinchè salvi la città bizantina dall’assedio; in realtà tutta la scena è rappresentata in un contesto cinquecentesco e tutti gli elementi presenti inducono a pensare che si tratti di un’implorazione affinchè la Moldavia venga salvata dall’invasione turca. Anche un altro affresco rivela un velato accenno di chiamata alle armi: sulla colonna a sinistra si scorgono dei santi militari affiancati da un’insolita rappresentazione della Vergine in un temporale impetuoso che scrocia sui nemici.

 

Monastero di Sucevita: costruito nel tardo ‘500, è una struttura fortificata a pianta rettangolare molto solida e massiccia. Una volta all’interno l’attenzione è immediatamente attirata da un dipinto a parete della Scala della Virtù (solitamente rappresentata in miniature o su piccole icone, è raro vederla di queste dimensioni e in una posizione così esposta): in questo affresco una scala di 32 pioli raggiunge il Paradiso, dove si trova Gesù sorretto da schiere d’angeli mentre incita i monaci a salire. In basso, sulla terra, si vedono i monaci più deboli, sopraffatti dalla tentazione del demonio, che si accartocciano a terra in preda all’agonia e che cadono tra le fauci di Cerbero. Questo fu l’ultimo monastero ad essere costruito poiché la Moldavia era ad un passo dalla dominazione turca e le risorse finanziarie erano esaurite. Qui inoltre non si scorge nessuna allusione politica o nessun incitamento alla resistenza e gli affreschi sono meno vivaci, più intimi e spirituale, dai colori tendenti al verde profondo del mare (dovuto alla malachite utilizzata nella pittura) e al dorato. Sul muro meridionale si scorge l’affresco del Muro di Jesse in cui si scorge una chiesa a cipolla – più tipica dello stile polacco, poiché il monastero fu findato da una potente famiglia con forti legami con la Polonia.

 

Una volta completato il giro di questi quattro monasteri, potete rientrare a Suceava con una tappa alla Chiesa di Arbore: costruita nel 1503 e affrescata nel 1541, avrebbe bisogno di qualche restauro per quanto riguarda gli affreschi esterni (attualmente è rimasto solo quello della parete ad ovest) mentre presenta bellissime decorazioni interne.

A questo link potete trovare qualche foto: Monasteri della Bucovina

 

 

 

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