Gennaio in Tunisia (parte nord)

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Sei giorni di ferie a inizio gennaio e una nuova meta da esplorare: la Tunisia! Ovviamente il Paese è molto grande e richiederebbe più giorni ma decido, assieme ad un’amica conosciuta durante il viaggio in India, di limitarci alla parte nord. Per la prima volta in vita mia il pensiero di andare in un posto che è stato duramente colpito dal terrorismo mi accompagna velatamente ma, come sempre, la voglia di conoscere, capire e scoprire è più forte.

Prenotiamo il volo Trieste-Tunisi, con scalo a Roma, con Alitalia: partenza la mattina del 4 gennaio e rientro la sera del 9.

giorno 1: volo per Tunisi, sistemazione in hotel e giro della Medina;

giorno 2: visita di Biserta e rientro a Tunisi in louage, nel tardo pomeriggio visita di Sidi Bou Said, rientro a Tunisi per la notte;

giorno 3: visita del Museo dei Bardo, e della Grande Moschea, nel pomeriggio spostamento a Sousse;

giorno 4: visita di Kairouan, rientro a Sousse e visita della città, pernottamento a Sousse;

giorno 5: visita di El Jem, rientro a Sousse e trasferimento a Tunisi;

giorno 6: visita del sito archeologico di Cartagine, nel tardo pomeriggio trasferimento in aeroporto per il rientro.

Questi i posti dove abbiamo dormito:

Tunisi: Hotel Carlton, avenue Habib Bourguiba – hotel utilizzato prevalentemente da uomini d’affari, in posizione molto comoda sia per l’aeroporto (in taxi) che per la Medina (a piedi in una decina di minuti), si trova su uno dei viali principali dove la sera si può andare a mangiare qualcosa di tipico. Pulito e confortevole.

Sousse: Hotel Dar Baaziz, rue Sidi Baaziz – piccola casa-hotel gestita da un adorabile signore. Le stanze sono disposte attorno ad un patio, dove la mattina si può fare colazione, e sono decorate ed arredate con lo stile tipico tunisino. Il proprietario, su richiesta, prepara anche la cena; noi abbiamo mangiato il cous-cous più buono di tutta la mia vita, servito con cura ed abbondanza. Consigliatissimo, anche se un po’ intricato da trovare. Il giorno della partenza abbiamo lasciato le nostre cose nella parte di casa dove vive il proprietario e ci siamo accordate sull’ora del recupero.

Tutti gli spostamenti li abbiamo fatti tramite taxi (cercate sempre quelli ufficiali e controllate che accendano il tassametro!) o tramite i louages, minibus collettivi.

Tunisi – itinerario nella Medina – Si entra nella Medina – patrimonio Unesco dal 1997 – da Place de la Victoire. Si prosegue per Rue Jamaa ez-Zitouna fino alla Grande Moschea (aperta solo alla mattina) e alla Medersa es-Slimaniya. Si entra poi nei suq attorno alla Grande Moschea: el-Attarine (profumieri), el-Koumach (stoffe), del Femmes (vestiti), de la Laine (lana), du Coton (cotone), el-Kouafi (tintura), des Orfeveres (orafi), el-Letta (tappeti e coperte), es-Sekajine (sellai). Si visitano anche Dar Hussein (palazzo arabo), la moschea el-Ksar, la moschea della Kasba, place de la Kasba, Der el-Bey e il suq el-Bey (stoffe), la moschea di Sidi Youssef, il suq el-Berka, il suq Kebabjia (passamaneria), il suq el-Trouk (sarti), la Zaouia di Sibi ben Arous, la moschea di Hammouda Pacha, il suq Blaghjia (delle babbucce), il suq du Cuivre (rame) e il Foundouk dei francesi.



Tunisi – Museo del Bardo – Il Bardo è considerato il più importante museo archeologico del Maghreb ed il più ricco del mondo per la raccolta musiva d’epoca romano-cartaginese.
La sua fama si deve soprattutto alla collezione di mosaici d’epoca romana, che è la più straordinaria e completa del mondo intero. I pavimenti e le pareti del palazzo sono interamente rivestiti da mosaici.

I mosaici della Tunisia risalgono quasi tutti al periodo che va dal II al VI secolo della nostra era, passando senza soluzione di continuità dall’eleganza decorativa e dall’illusionismo pittorico, propri della tradizione ellenistica, alla stilizzazione e alla ieraticità che caratterizzano l’arte bizantina. Essi presentano un’infinità di motivi geometrici e privilegiano in particolare lo «stile fiorito» policromo a tralci vegetali. La decorazione figurata è anch’essa straordinariamente varia: numerosi soggetti mitologici (in particolare quello di Dioniso) si accompagnano a scene marine, di caccia e di gare atletiche, a rappresentazioni di animali, a raffigurazioni agresti.
A partire dalla fine del V e soprattutto nel VI secolo, molti di questi temi, uniti a soggetti più specificamente cristiani (monogrammi di Cristo, rappresentazioni di chiese), vengono ripresi dall’arte cristiana, che orna di mosaici le basiliche, i battisteri e le tombe.

Tunisi, Museo del Bardo:
https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157676293596794

Situato a circa 5.5 km dal centro, si raggiunge seguendo l’avenue Bourguiba e l’avenue de Paris fino alla piace de la République, dove si prende a sinistra l’avenue de Madrid. Lasciato a sinistra il vasto giardino Habib Thameur, creato nell’area dell’ex cimitero israelitico, si raggiunge Bab el-Khadhra (la Porta Verde), così chiamata perché dava accesso ai giardini della città. Costeggiando i sobborghi della medina, si raggiunge quindi, attraverso l’avenue Béchir Sjar e il boulevard Hedi Saidi, la piace Bab Saadoun, con al centro l’omonima porta. Il lungo boulevard du 20 Mars 1956 collega Tunisi al quartiere del Bardo e al museo costeggiando un ramo secondario dell’acquedotto di Cartagine, costruito nel xm sec. e restaurato nel XVII.

Tunisi, Museo del Bardo:
https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157676293596794

Biserta è la più importante città del nord della Tunisia. E’ suddivisa in diverse zone, a testimonianza delle civiltà che l’hanno abitata nel corso del tempo: la medina-kasba spagnola, la città vecchia turca, la parte italiana, la città berbera e i quartieri francesi.

Biserta: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157685139477236
Biserta: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157685139477236

Sibi Bou Said è un antico villaggio di marabout che strapiomba sul mare dalle pendici del gebel manar. Il bianco della calce, le tegole verniciate e lucenti, l’azzurro delle porte e delle griglie tondeggianti ne fanno un posto incantevole. In passato è stato uno dei luoghi prediletti dal pittore Paul Klee e dallo scrittore André Gide. Noi ci siamo arrivate nel tardo pomeriggio, quando i turisti erano pochi e ce la siamo goduta passeggiando tra i vicoli. Un consiglio: gustatevi un ottimo thè con i pinoli rilassandovi seduti sui cuscini del Café des Nattes.

Sibi Bou Said:
https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157705535502661

Sousse è una città dai mille volti, custode di monumenti di rara bellezza che testimoniano l’importanza che la città ha avuto nei secoli. La Medina,
patrimonio mondiale dell’Unesco, è stretta tra il fianco di una collina e il mare, a testimonianza dell’importanza commerciale durante l’epoca antica. La sua storia è millenaria: fondata dai Fenici, caduta sotto il dominio Cartaginese, rasa al suolo dai Vandali e successivamente ricostruita dai Bizantini e dagli Aghlabidi, oggi è una piacevole meta simbolo della Tunisia.

Tra le cose da vedere, sicuramente c’è la Medina, con le sue stradine e souk. La città vecchia, dominata dalla alta figura della Torre Khalef, ha conservato i suoi bastioni medievali e numerosi monumenti: il Ribat, fortino e luogo di ritiro religioso, la Grande Moschea dall’aspetto di una fortezza e insolitamente priva di decorazioni e di minareti, l’imponente Kasbah. Per gli appassionati di storia, a pochi passi dal centro, si trova il Museo Archeologico di Sousse che ospita numerosi mosaici, di cui la città era uno dei migliori produttori nei tempi antichi, raffiguranti scene tipiche della tradizione romana, tra immagini di coccodrilli del Nilo, rappresentazioni di Nettuno, Dioniso e Medusa con il suo temibile sguardo.

Sousse

Kairouan (secondo la traslitterazione dall’arabo, al-Qayrawan che deriva dal persiano Karavan e significa “luogo di riposo”) è la terza delle città sacre dell’Islam dopo Medina e Mecca, per la presenza della Grande Moschea di Uqba, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1988 e magnifico esempio dell’architettura di epoca aghlabide. La moschea è formata da un ampio edificio dall’aspetto di una fortezza che racchiude il grande cortile interno dove si trova lo spettacolare colonnato che porta alla musalla, la sala di preghiera. Accanto ad essa si può ammirare il possente minareto, risalente alla terza fase costruttiva, successiva alla ricostruzione seguita alle devastazioni dell’invasione berbera della fine del VII secolo. Le visite alla Moschea sono consentite al di fuori dell’orario di preghiera, con un abbigliamento adeguato.

Kairouan, Grande Moschea di Uqba

Un’altra moschea importante è la Moschea del Barbiere, costruita nel XVII nel luogo dove, si dice, sia stato tumulato uno dei più stretti amici del Profeta e che aveva sepolto con sé una ciocca della sua barba.

Kairouan, Moschea del Barbiere

Un altro luogo molto suggestivo di Kairouan è il Pozzo Barrouta, una sorgente di acqua dolce, antica come la città, che conserva ancora la tipica pompa azionata da dromedari come quelle utilizzate nel medioevo. Nei pressi del pozzo si può entrare in uno dei suq più caratteristici di Kairouan dove si possono acquistare prodotti tipici e meravigliosi esempi dell’artigianato locale, in particolare i tessuti di lana e gli splendidi tappeti.

Per ammirare la maestria tecnico-architettonica della dinastia araba degli Aghlabidi bisogna uscire dalla medina, la città vecchia, e dirigersi verso nord, fino ai magnifici serbatoi d’acqua aghlabidi. Queste incredibili strutture sono cerchi perfetti realizzati per raccogliere l’acqua piovana e convogliarla in un complesso sistema di canalizzazioni e cisterne e vennero realizzate attorno all’800, dimostrando lo straordinario livello di civilizzazione che gli Aghlabidi avevano sviluppato.

Kairouan, serbatoi d’acqua aghlabidi

Un modo per approfondire la conoscenza di questa incredibile civiltà è quello di visitare il Museo d’arte islamica di Raqqada, dove è conservata una straordinaria collezione di opere d’arte che coprono quasi mille anni di storia. Il museo ospita una vasta esposizione d’arte di grande interesse storico, ma la sua sezione di maggior pregio è quella dei manoscritti e delle opere calligrafiche che mostra la superba capacità artistica dei maestri delle scuole coraniche di Kairouan.

Kairouan

La cittadina di El Jem è famosa per il suo Anfiteatro, capace di ospitare ben 35.000 spettatori. E’ il più grande d’Africa ed è la terza struttura per capienza di tutta la romanità, dopo il Colosseo e il teatro di Capua. L’anfiteatro è rimasto intatto fino al XVII secolo, quando fu usato come cava per la costruzione della Grande Moschea di Uqba. Dal 1979 fa parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Al suo interno sono state girate alcune scene del Gladiatore. Il biglietto di ingresso costa 8 dinari (circa 4 euro) e comprende l’accesso al Museo di El Jem, dove sono conservati elementi architettonici, affreschi e mosaici di alcune antiche ville romane.

El Jem, Anfiteatro

L’antica città di Cartagine sorgeva sulla collina di Byrsa, nella parte posteriore dell’area che domina sia il golfo oceanico che il lago e la pianura di Tunisi nell’entroterra verso ovest. Nei secoli fu la base di un potente impero commerciale che copriva l’intero sud del Mediterraneo e che ospitava una popolazione dell’ordine di mezzo milione di persone. Il suo più famoso generale era Annibale che attraversò le Alpi per combattere con i romani e che fu sconfitto nella seconda Guerra Punica. La città fu difesa contro la Repubblica di Roma fino al 146 a.C. quando fu completamente distrutta. Restaurata dai Romani un secolo dopo, è diventata la capitale della provincia romana d’Africa.

Ai giorni nostri si possono vedere diverse rovine all’interno di una vasta area. Otto in particolare sono compresi in un circuito con un unico biglietto che costa 10 dinari: l’Anfiteatro, le Ville Romane, il Teatro Romano, il Museo Paleocristiano, il Museo di Cartagine, il Tofet di Salambo, le Terme di Antonino e il Quartiere Magon.

Per arrivare all’antico insediamento potete prendere un taxi dal centro di Tunisi oppure prendere la linea metropolitana leggera TGM in direzione La Marsa (ci sono sei diverse stazioni metro, a seconda di cosa volete vedere, per dare un’idea dell’immensità del posto).

Cartagine

“Sapete, la Tunisia è un paese dove vive la monogamia per legge. Una sola moglie. Non come una volta che ce n’erano quattro, e sapete che fatica? Ma soprattutto, quattro mogli vuol dire quattro suocere, praticamente la terza Guerra Mondiale” – autista del taxi a Tunisi <3

E alla fine sono tornata a casa con la consapevolezza che la paura è estremamente soggettiva e non discutibile ma che i pregiudizi vanno combattuti con il sorriso. Inshallah, à la prochaine fois, Tunisie!

Vista sul Mare, Cartagine

Qui trovate un po’ di foto: http://www.claudiatoffolon.com/africa/tunisia/

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