Tra vini, chiese e natura: cosa vedere in Georgia (Caucaso) al di fuori della capitale

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La Georgia, Stato del Caucaso, al confine tra l’Europa e l’Asia, è stata una delle più belle scoperte che io abbia fatto nel mondo. Complice l’invito ad un matrimonio in Armenia, ho deciso di anticipare di una settimana la mia vacanza e di prendere un volo da Venezia a Tbilisi (Turkish, via Istanbul). Non è un viaggio lunghissimo, 3 ore circa per raggiungere la città turca e da lì altre 2 ore e mezza seguendo il bordo inferiore del Mar Nero.

Vi parlerò di Tbilisi (città meravigliosa) in un altro post, in questo vi voglio raccontare cos’ho visto nel resto del Paese. Io ho scelto di soggiornare nella capitale per tutta la durata del mio viaggio e da lì di intraprendere degli itinerari giornalieri; questo mi ha portato ad escludere alcune delle mete più distanti, tipo la costa del Mar Nero con la città di Batumi e lo Svaneti. Vorrà dire che dovrò tornare presto per esplorare queste zone!

La bandiera delle Cinque Croci, simbolo della Georgia:
https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157689009308263

Iniziamo quindi il nostro viaggio alla scoperta di quest’angolo di Eurasia.

Mtskheta, l’antica capitale, è una delle più vecchie città della Georgia. Nel V secolo d.C. la capitale venne trasferita a Tbilisi ma Mtskheta rimase il cuore spirituale del Paese e ancora oggi nella Cattedrale di Svetitskhoveli si svolgono importanti cerimonie della chiesa ortodossa georgiana. In questa chiesa, secondo la tradizione, sarebbe sepolta la tunica di Cristo (nella navata centrale, sotto il pilastro squadrato decorato con affreschi colorati raffiguranti la conversione del Kartli): si narra che Elioz, un ebreo che si trovava a Gerusalemme all’epoca della crocifissione, abbia riportato le vesti nella sua città d’origine e l’abbia fatta indossare alla sorella che però morì immediatamente; non riuscendo a sfilarle la tunica, la donna fu sepolta così vestita. Con il passare degli anni si dimenticò il punto esatto della sepoltura ma durante la costruzione della chiesa un pilastro si piantò da solo nel terreno in quel preciso punto dove, successivamente, si compirono anche molteplici miracoli (Sverirskhoveli significa Pilastro che dà la vita). Oltre a questa chiesa, nel centro della cittadina vale la pena vedere la Chiesa di Antioki, all’interno di un monastero nei pressi del fiume, e la Chiesa di Samtavro, all’interno di un convento.
Si può arrivare a Mtskheta prendendo una marshrutka dalla stazione degli autobus (30 minuti circa).

Allontanandosi di qualche chilometro e risalendo in cima alla collina che domina Mtskheta, si trova la Chiesa di Jvari, un classico esempio dell’architettura georgiana antica. Gli interni della chiesa sono piuttosto spogli ma all’esterno si ha uno splendido panorama di Mtskheta e della confluenza dei fiumi Aragvi e Mtkvari. Per arrivare in cima alla collina conviene prendere un taxi (salire a piedi richiede circa un’oretta).

La città di Gori è famosa per essere il luogo di nascita di Josif Vissarionovic Dzigasvili, ovvero Stalin. E’ un luogo affascinante, meta di pellegrinaggio di diversi georgiani, caratterizzato da siti e monumenti dedicati al suo abitante più noto. Il luogo di maggior attrazione è il Museo Stalin, un edificio imponente dove viene raccontata la vita di Stalin, da quando frequentava la chiesa parrocchiale fino alla sua morte (1935). L’impressione è che manchi una valutazione oggettiva della vita di questo personaggio politico che passa come un bravo ragazzo che, dalla campagna georgiana, è riuscito a salire alla più alta carica del Paese, senza dare il minimo spazio agli aspetti oscuri e malvagi della sua vita. Oltre al museo, con lo stesso biglietto si può vedere anche la casa di mattoni dove vissero i genitori di Stalin dopo la nascita del figlio.
Si può arrivare a Gori prendendo una marshrutka dalla stazione degli autobus di Didube (90 minuti circa) oppure in treno dalla stazione principale.

Nei dintorni di Gori si trova Uplistsikhe, una città rupestre tra gli insediamenti più antichi del Caucaso. Fondata intorno all’anno 1000 a.C., fu uno dei principali centri politici e religiosi del Kartli precristiano, con la maggior parte dei templi dedicati alla dea del sole. Successivamente all’occupazione araba di Tbilisi, la città di Uplistsikhe divenne la residenza dei sultani nonchè centro commerciale e principale rotta delle carovane tra l’Asia e l’Europa. Fu distrutta successivamente dai mongoli, difatti quello che si vede oggi è solo il centro della città, riportato alla luce dagli archeologi a partire dal 1957.
Si può arrivare a Uplistsikhe prendendo un taxi dal centro di Gori.

Il Monastero di Motsameta, a pochi chilometri da Kutaisi, si trova in una posizione spettacolare in cima ad un promontorio roccioso. Il nome del monastero significa “acqua rossa”, da un massacro compiuto dagli arabi; tra le vittime si narra ci fossero due fratelli e che i loro corpi vennero recuperati da un gruppo di leoni e portati nella chiesa dove tuttora riposano. Nel 1923, in gran segreto, le loro spoglie furono spostate in segreto nel museo di Kutaisi ma gli agenti che effettuarono lo spostamento furono colpiti da una serie di sfortune talmente gravi da convincerli a riportare le spoglie al monastero. Un’altra leggenda narra che girando tre volte attorno all’altare dove sono custodite, i propri desideri saranno esauditi.

Anche il Monastero di Gelati si trova vicino a Kutaisi. Fu fondato dal re Davit attorno al 1100 come centro della cultura cristiana e come accademia neoplatonica; il re invitò molti studiosi ad insegnare, tanto che secondo le cronache medievali il centro divenne “una seconda Atene”. In questo monastero sono sepolti molti dei regnanti georgiani. Per arrivarci, si può prendere un autobus da Kutaisi (30 minuti). L’autobus ferma anche al bivio per Motsameta, ma se avete voglia di camminare, conviene arrivare a Gelati e da qui fare una passeggiata in discesa di un’oretta. In alternativa, si può prendere un taxi e chiedere all’autista di aspettare il tempo per la visita dei due monasteri.

La Strada Militare Georgiana è l’antica via di collegamento che da Tbilisi attraversa il Caucaso fino a Vladikavkaz, in Russia. Lungo il tratto georgiano si possono vedere Ananuri, il Passo Jari e il Monumento all’Amicizia tra Russia e Georgia, fino ad arrivare a Kazbegi, da dove si può salire fino alla Chiesa della Trinità di Gergeti.

Ananuri è una cittadella fortificata dalla tipica architettura georgiana. All’interno si trovano due chiese del XVII secolo; la più grande, la Chiesa dell’Assunzione, ha le pareti esterne interamente coperte da sculture di pietra, con una grande croce su ciascuna facciata.

Il Passo di Jvari si trova a quasi 2400 metri di altitudine e deve il suo nome ad una croce fatta innalzare dal re Davit il Costruttore.

La Chiesa della Santa Trinità, costruita in una posizione impervia e isolata, è uno dei simboli della Georgia e la strada che si intraprende per arrivarci, con i panorami che si aprono lungo il percorso, è fra le cose più belle di tutto il Paese.

Akhaltsikhe in georgiano significa “castello nuovo” ma il castello di Akhaltsikhe è stato in realtà costruito nel XII secolo ed è un mix di stili; al suo interno si trovano una moschea e le rovine di una madrassa (scuola islamica). Molto interessante è anche la rabati (città vecchia) dall’architettura multicolore e con le darbazebi (le tradizionali case georgiane) raggruppate attorno al castello; si possono visitare anche una sinagoga, una chiesa armena e una chiesta cattolica.
Si può arrivare a Akhaltsikhe prendendo una marshrutka dalla stazione degli autobus (4 ore circa).

Lungo la strada per Akhaltsikhe, passando attraverso paesaggi incontaminati, si trova la città rupestre di Vardzia, uno dei simboli culturali della Georgia. La caratteristica della città, che si sviluppo sotto la regina Tamar fino a raggiungere una popolazione di 2000 monaci, sono i 13 livelli su cui si articolano le abitazioni scavate nella roccia, con la Chiesa dell’Assunzione al centro. Nella zona ovest si possono vedere 40 gruppi di grotte, con un totale di 165 stanze e 6 chiese minori; nella zona est 79 gruppi di grotte, 244 stanze e altre sei chiese.
Si può arrivare a Vardzia prendendo una marshrutka oppure un taxi da Akhaltsikhe.

Il Monastero di Davit Gareja si trova al confine con l’Azerbaigian ed è sicuramente la tappa più interessante da fare in giornata da Tbilisi. E’ un complesso di 15 antichi monasteri sparsi in un territorio semidesertico. Il più famoso (nonchè l’unico abitato, anche se la zona riservata ai monaci è chiusa al pubblico) è Lavra, composto da edifici a tre piani di epoche diverse, decorati con rilievi floreali. Un altro monastero famoso è Udabno.
Purtroppo non esistono mezzi pubblici per arrivare in modo diretto in questa zona; tuttavia si può prendere una marshrutka fino a Gardabani e proseguire poi con un taxi.

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