Una settimana tra Israele e Palestina

0

Inizio febbraio, una settimana di ferie e tre amiche con la voglia di partire assieme. La meta scelta questa volta è Israele, con una giornata dedicata alla Palestina.

Una premessa: per Israele l’idea iniziale – ed il programma di viaggio – era basata su spostamenti con i mezzi pubblici. Solo arrivate là ci siamo rese conto che, forse per la stagione, la cosa non sarebbe stata fattibile e ci siamo quindi appoggiate ad un autista locale. La scelta non è stata economica ma ci ha permesso di vedere luoghi che altrimenti avremmo dovuto saltare. L’unico pezzo con l’autobus l’abbiamo fatto da Safed a Gerusalemme. In Palestina invece avevamo precedentemente contattato una guida che, assieme al fratello, ci ha portato in esplorazione della zona.

Ma partiamo con i dettagli più tecnici: volo Lufthansa Trieste-Monaco/Monaco-TelAviv preso tre mesi prima per circa 350€.

  • sabato: volo e arrivo a Tel Aviv; essendo Shabbat l’unica soluzione è il taxi. La Taxi Station è situata al Terminal 3, livello G del MultiLevel. Taxi prenotato con www.israele-taxi.com, totale tariffa 180,50NIS (tariffa base 158.00NIS + bagaglio 4.20NIS ciascuno + 3 passeggeri 4.90NIS + airport additional 5.00NIS). Notte a Tel Aviv.
  • domenica: visita di Tel Aviv, sobborgo di Yad Eliyahu, parte sud (la più vecchia) per ammirare gli edifici dallo stile Bauhaus, Vecchia Jaffa, passeggiata sulla Tajelet che da Jaffa arriva fino alla parte da nord.
  • lunedì: visita in giornata di Haifa, Akko e Cesarea. Notte a Tel Aviv.
  • martedì: trasferimento a Safed e, lungo la strada, visita di Nazareth, Cana, Lago di Tiberiade, Monte delle Beatitudini, Cafarnao (totale 187km). Notte a Safed.
  • mercoledì: visita di Safed e nel pomeriggio autobus 361 da Safed Central Bus Station a Jerusalem Central Bus Station, 3H44 minuti, 44NIS. Notte a Gerusalemme.
  • giovedì: Masada, Mar Morto. Notte a Gerusalemme.
  • venerdì: visita di alcune zone della Palestina (Betlemme, Gerico…). Notte a Gerusalemme.
  • sabato: visita di Gerusalemme. Notte a Gerusalemme.
  • domenica: ultime visite a Gerusalemme. Taxi per l’aeroporto e volo di rientro.

Questi i nostri alberghi:

  • Tel Aviv: Flower Trail Apartments, Simtat HaTavor 1A
  • Safed: Artist Quarter Guesthouse (B&B), 43 Simtah Yud Zayin
  • Gerusalemme: Azzahra Hotel, 13 Azzahra Street
Tel Aviv: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157693162599294

Cosa vedere in Israele? Partiamo da Tel Aviv, la “collina della primavera”, la frenetica capitale. Fondata nel 1909 da un gruppo di residenti della vicina città di Giaffa, guidati dal futuro sindaco Meir Diziengoff, il nome della città fa riferimento a un passo della Bibbia: nel Libro di Ezechiele, infatti la “collina della primavera” è proprio il luogo dove – nella visione del profeta – trovano casa i fuoriusciti che rientrano in patria dopo l’esilio. Sessanta famiglie celebrarono l’atto fondativo della nuova città: si riunirono sulla spiaggia ed estrassero a sorte il lotto di terra che spettava a ciascuna. Nell’edificazione della città i costruttori si ispirarono all’ideale della “città giardino”, poi reinterpretato dalla corrente del Bauhaus (tanto che Tel Aviv nel 2004 è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità).

Conosciuta anche come “la città che non si ferma mai”, è la prima città ebraica moderna costruita in Israele, considerata fulcro dell’economia e della cultura del Paese.

Tel Aviv è una città dalle mille sfumature da girare a piedi, perdendosi nei suoi vicoli o costeggiando il mare tra costruzioni futuristiche e scorci che rimandano agli anni Sessanta, passando da quartieri hipster a mercati di suq arabo.

Tel Aviv: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157693162599294
Tel Aviv: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157693162599294

Tra le cose da fare e vedere in una giornata non possono mancare una passeggiata per il quartiere Neve Tzedek, il quartiere francese, un dedalo di strade strette costellate da bellissimi negozi, gallerie d’art, localini di tendenza e una visita al Carmel Market (o Shuk Ha’Carmel), il più grande mercato di frutta e verdura della città, dove potete trovare anche bancarelle di abbigliamento, accessori, meravigliosi fiori freschi, banchi di street food dedicati a tutte le specialità culinarie del luogo, quasi come essere in un enorme fast food israeliano a cielo aperto. Il posto perfetto dove mangiare dei falafel avvolti da una morbida pita! Il mercato è aperto tutti i giorni tranne la domenica.

Dal punto di vista culturale, non possono mancare due importanti musei: The Israeli Museum at the Yitzhak Rabin Center, per capire la storia dello Stato di Israele, e il famosissimo Beit Hatfutsot, il Museo della Diaspora, che si trova nel campus dell’università.

Tel Aviv: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157693162599294

Un’altra tappa imperdibile è Jaffa, un’antica città terrazzata che oggi fa parte del distretto di Tel Aviv. Jaffa è il porto storico del Paese sul Mar Mediterraneo, citato nell’Antico Testamento come porto di arrivo del cedro del Libano usato per la costruzione del tempio di Salomone. Durante il Medioevo si trattava del principale porto della Palestina, usato dai mercanti europei, e i Veneziani avevano creato nel tardo medioevo un servizio di galee di linea tra Venezia e Giaffa per il trasporto dei pellegrini europei che desideravano recarsi in pellegrinaggio in Terrasanta.

Jaffa è raggiungibile con una piacevolissima passeggiata lungo una strada pedonale che corre a fianco della spiaggia dal centro di Tel Aviv. Se fate la passeggiata a ritroso, tornando verso Tel Aviv, avrete modo di ammirare il mare, la spiaggia e lo skyline della città nuova.

Jaffa vista dal lungomare: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157693162599294

Arrivati a Jaffa, risalento duna scala in pietra fino alla piazza centrale, noterete la Fontana dello Zodiaco. Leggenda narra che se si sale sul ponte, si appoggiano le mani sul proprio segno zodiacale e si esprime un desiderio guardando il mare, questo si avveri. Risalento ancora un po’ si arriva ad una terrazza panoramica da cui si può ammirare l’intera baia.

Jaffa: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72157693162599294

Allontanandosi dalla capitale, in giornata si possono vedere Haifa, Akko e Cesarea.

Haifa è il centro culturale del nord del Paese, nonchè il centro spirituale per la religione Bahá’í . E’ una città costruita ai piedi del Monte Carmelo che nel corso dei secoli ha subito diverse dominazioni ed influenze, dai Bizantini ai Persiani, dagli Arabi ai Crociati, fino ai Mamelucchi. Tra le cose che meritano di essere viste ci sono diversi siti religiosi, come la Tomba di Elia (che si trova in due luoghi diversi a seconda che parliate con un cristiano o con un ebreo), il Monastero di Stella Maris ma soprattutto il Mausoleo del Báb, tomba di due figure importanti nella fede dei Bahá’í: e i giardini che lo circondano. Unione di simbolismo religioso, panorami indimenticabili e cura meticolosa dell’estetica, le 19 terrazze dei Giardini Baha’i di Haifa si presentano come una sublime espressione della ricerca umana della bellezza. 

Mausoleo del Báb

Anche la città vecchia di Akko, patrimonio Unesco, ha subito diverse dominazioni, ma quella che maggiormente caratterizza i siti interessanti è quella dei Crociati (in particolare i cavalieri Ospitalieri). La prima cosa notevole che salta agli occhi arrivando in centro sono le possenti mura difensive del 1750 che guardano verso il mare. Ci si addentra poi nella cittadella, fortificazione ottomana edificata sulla cittadella costruita a suo tempo dall’Ordine degli Ospitalieri. Nel corso del XX secolo, la cittadella fu per lo più usata come prigione e luogo d’impiccagione, mentre oggi ospita le fortificazioni ottomane (inclusi la torre e il fossato), i Centri Visitatori della Vecchia Città di Acri, il “giardino incantato” (un nuovo giardino piantato in base alle descrizioni storiche del giardino esistente in età crociata), la prigione e il patibolo britannici di Acri, il monumento ai combattenti della resistenza ebraica giustiziati durante il Mandato britannico, il museo sui prigionieri della resistenza ebraica, la cella di Bahá’u’lláh, fondatore della fede Bahá’í, le sale dei Cavalieri. Queste ultime sono la parte più rilevante e comprendono sei sale semi-comunicanti, un ampio salone, recentemente riportato alla luce, segrete, sala da pranzo (con un tunnel), posta e Cripta (resti di un’antica chiesa gotica).

Mura difensive originarie di Akko

Nella città e nei suoi dintorni si trovano diversi monumenti e siti santi per i Bahai. Bahá’u’lláh’ trascorse gli ultimi anni della propria vita nella villa di Bahjí, appena fuori della città, dove morì il 29 maggio 1892. La sua tomba è considerata dai Bahai il sito più santo verso cui rivolgersi durante la recita di alcune preghiere. Altri siti bahai sono costituiti dalla casa dove Bahá’u’lláh e la sua famiglia risiedettero, dalla casa dove soggiornò ‘Abdu’l-Bahá e dal Giardino di Ridván dove Bahá’u’lláh amava trascorrere parte del suo tempo e dove avrebbe rivelato di essere stato incaricato da Dio di assolvere la sua missione nel mondo.

Akko, Giardino di Ridván

Cesarea è una piccola cittadina situata sulla costa israeliana tra Tel Aviv e Haifa che vanta un meraviglioso sito archeologico romano. E’ una delle grandi città del mondo antico e grazie al suo porto competeva con Alessandria d’Egitto e Cartagine. Tra archi e colonne, nel teatro cittadino fu rinvenuta negli anni ’60 la famosa iscrizione di Pilato, blocco di pietra che forse indica il luogo di un tempio costruito in onore dell’imperatore Tiberio, che era stata reimpiegata come scalino. Il reperto è attualmente esposto presso il Museo di Israele a Gerusalemme

Cesarea, Teatro cittadino

.

La cittadina di Safed (Tsfad) si trova nel nord del Paese ed è la città più antica della Galilea (nonchè la più alta). E’ una delle città  sante di Israele fin dal 1600, quando divenne il centro della Kabbalah, la parte mistica dell’Ebraismo. Qui i mistici cabalisti vivevano, studiavano, pensavano e scrivevano, e le loro tombe sono tuttora oggetto di venerazione.

Girando per le antiche pittoresche strade del quartiere ebraico, si scoprono nicchie nascoste e sinagoghe riccamente decorate, con alti soffitti e preziosi rotoli della Torah, Il quartiere arabo ospita invece il quartiere degli artisti, che vivono in magnifiche e antiche abitazioni ed espongono le loro opere alle finestre.

Safed
Safed
Safed

Nel percorso tra Tel Aviv e Safed si possono fare una serie di tappe interessanti, come Nazareth, Cana, il Lago di Tiberiade, il Monte delle Beatitudini e Cafarnao.

Nazareth è il luogo che ha visto nascere il Cristianesimo, il posto dove è cresciuto Gesù e dove è avvenuto il principale evento cristiano: l’annuncio della nascita di Cristo a Maria, per mezzo dell’Arcangelo Gabriele. Per questo, Nazareth è così famosa in tutto il mondo ed è meta di continui pellegrinaggi. Tra le cose da vedere non può mancare la Basilica dell’Annunciazione (in stile contemporaneo, essendo stata costruita negli Anni ’60) con all’interno la Grotta dell’Annunciazione, tradizionalmente identificata con la casa di Maria.

Nazareth, Basilica dell’Annunciazione

A Cana di Galilea Gesù compì il primo dei suoi miracoli; cambiò l’acqua in vino venendo incontro ad una richiesta di Maria sua madre. Così manifestò la sua gloria divina e suscitò la fede dei suoi discepoli. Il Lago di Tiberiade è ricordato in numerosi episodi evangelici e il Vangelo attesta che molta gente da Tiberiade con barche si recava a Cafarnao per incontrare Gesù. Cafarnao è ricordata perchè ci visse Gesù, dopo aver saputo che Giovanni era stato arrestato, Tra i molti avvenimenti della vita pubblica di Gesù in questa città, gli evangelisti nominano spesso la Sinagoga dove si svolgevano gli insegnamenti del sabato e le guarigioni degli indemoniati e dei paralitici. La sinagoga che possiamo ammirare è quella realizzata nel V secolo d.C. ed è la più elegante fino ad ora scoperta in Galilea. Vicino alla Sinagoga si trova anche la Casa di Pietro.

Cafarnao, SInagoga

Masada era un’antica fortezza, situata su una rocca a 400 metri di altezza rispetto al Mar Morto. Mura alte cinque metri, lungo un perimetro di un chilometro e mezzo, con una quarantina di torri alte più di venti metri, la rendevano pressoché inespugnabile. Inoltre a rendere ancor più difficile un assedio contribuiva la particolare conformazione geomorfologica della zona: l’unico punto d’accesso infatti era ed è ancora oggi, l’impervio sentiero del serpente, così chiamato per i numerosi tornanti e per la sua strettezza, che lo rendevano un difficilissimo ostacolo da superare.

La cittadina che era arroccata su tre diversi livelli verso lo strapiombo sul lato nord della rupe, era dotata di terme, magazzini sotterranei e ampie cisterne per la raccolta dell’acqua. Divenne nota in seguito per il lungo assedio dell’esercito romano, avvenuto durante la prima guerra giudaica nell’anno 74. I romani riuscirono alla fine a costruire una imponente rampa di accesso, ancora oggi visibile, che colmando quasi del tutto i 133 metri di dislivello tra il campo romano e la fortezza consentì alle torri di assedio di arrivare sotto le mura per sgretolarle per mezzo degli arieti. Tuttavia, prima che i soldati romani entrassero nella città, gli assediati, appartenenti alla comunità ebraica dei Sicarii (il partito estremista ebraico che aveva resistito al potere di Roma anche dopo la caduta di Gerusalemme) si suicidarono in massa. Ancora oggi le reclute dell’esercito israeliano vengono condotte sul luogo per pronunciare il giuramento di fedeltà al grido di “Mai più Masada cadrà”.

Masada, fortezza
L’altopiano su cui sorge Masada, immerso nella depressione del Mar Morto, offre uno scenario naturale molto raro.

Chiamato anticamente Asfaltide, il Mar Morto si trova nella depressione più profonda della Terra ed è un centro di relax e benessere. Le proprietà curative del Mar Morto e delle vicine fonti naturali sono note da millenni. L’atmosfera rilassante, priva di pollini, creata dall’alta pressione barometrica e dalla luce solare filtrata sono uno dei punti di forza di questa regione.

Mar Morto

Entrando in Palestina, abbiamo deciso di visitare in primo luogo Betlemme che è sicuramente il posto più semplice da raggiungere anche se, a dire il vero, non rappresenta pienamente la situazione. La città si sviluppa attorno ai luoghi più sacri, come la Grotta del Latte e la Chiesa della Natività. Oltre a questo, merita tantissimo fare un giro in macchina per le strade a ridosso del muro, alto 8 metri più un ulteriore metro di filo spinato. E’ decisamente impressionante, cosparso di graffiti che rappresentano la situazione politica, economica, di vita dei cittadini che abitano questi territori. Ovviamente su tutti spiccano i murales molto famosi di Bansky.

Un’altra città palestinese è Gerico, il posto più basso della Terra (-250 metri s.l.m.) nonchè una delle città più antiche del mondo, Tra le cose da vedere spiccano sicuramente il Palazzo di Erode, il Sicomoro del’incontro tra Cristo e Zaccheo, il monastero greco ortodosso vicino al Monte delle Tentazioni, i resti del magnicifo Palazzo del califfo.

entrata nei Territori Palestinesi
Betlemme, muro
Gerico

Ultima tappa dell’itinerario è Gerusalemme. Si potrebbero scrivere milioni di parole su questa incredibile città. Io ci dedicherò un post a parte (che uscirà a breve).

Leave a Comment