Saragozza, alla scoperta dell’architettura dell’EXPO 2008

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Dopo aver scoperto la Saragozza romana non dovete perdervi la parte contemporanea della città spagnola. La zona dedicata all’Eposizione Universale dista una mezzora a piedi dal centro e si può raggiungere con una piacevolissima passeggiata lungo le sponde del fiume Ebro, che è stato riconvertito in una estesa zona verde.

Tutt’attorno alla zona Expo, si trova il Parque de l’Agua, un enorme polmone verde dove si possono fare lunghe camminate ma anche attività di rafting, equitazione, passare qualche ora in spiaggia ad ammirare le palme o visitare i giardini botanici.

Il Pabellon Puente, con la Torre de l’Agua e l’Acquario Fluviale, è uno dei padiglioni espositivi della Expo 2008. Disegnato dal prestigioso architetto Zaha Hadid, ha due piani ed è concepito in forma di gladiolo, con un’estremità stretta che poggia sulla riva destra del fiume e un’estremità che si biforca in tre “baccelli” e che si poggia sulla riva sinistra (zona del recinto Expo).

La Torre de l’Agua, di 76 metri di altezza, riunisce in sé due elementi separati che ne fanno un edificio singolare e ne caratterizzano il profilo. Un basamento di 13 metri di altezza nel suo punto più alto, che permette di risolvere tutti i problemi del terreno (dislivello, pendenza, direzione del percorso); e l’emblematico corpo dell’edificio a forma di goccia d’acqua tutto a vetri e trasparente. Si ha così una doppia percezione dell’edificio, infatti di giorno appare come un volume opaco e di notte assume l’aspetto di un gran faro luminoso.

L’Acquario fluviale di Saragozza è il maggiore d’Europa e il terzo del mondo. Il suo obbiettivo è quello di educare e ampliare le conoscenze attraverso un percorso naturale lungo cinque grandi fiumi: Nilo, Mekong, Rio delle Amazzoni, Darling Murray e Ebro.

Altre costruzioni interessanti sono il Palacio de Congresos de Aragon, il Pabellon de Aragon e il Pabellon de Espana. Il Palacio de Congresos de Aragon si presenta con un profilo spezzato e variabile -ascendente e discendente- in armonia con i suoi spazi interni, ricco di luce naturale e ben inserito nel terreno. Lo spazio comprende sei piani, di cui uno interrato che ospita l’area di servizio, installazioni, magazzini e cucine che ne permettono il funzionamento senza interferire nello spazio pubblico dell’edificio. Il Pabellon de Aragon è stato disegnato dallo studio di architettura Olano e Mendo, di Saragozza. La sua forma di tipica cesta aragonese di vimini è ottenuta mediante l’intreccio di vetro e microcemento con fibra di vetro bianca, per cui l’edificio gode al suo interno di una grande quantità di luce naturale. Il Pabellon de Espana opera dell’architetto navarro Patxi Mangado con la collaborazione del Centro Nazionale di Energie Rinnovabili (Cener) è uno dei più emblematici sia per l’estetica che per i materiali usati. Il padiglione è un esempio di architettura rispettosa dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Concepito secondo criteri di risparmio energetico, riproduce un bosco di colonne che avvolge diafani volumi di vetro coperti da un grande tetto che gli fa ombra.

Altre opere architettoniche sono l’Edificio del la CREA (Confederación de Empresarios de Aragón) che fu il padiglione dell’Aragona nell’EXPO di Siviglia nel 1992 e l’Auditorium, la cui Sala Mozart è stata creata per offrire un’ottima acustica, completamente rivestita di legno, secondo il modello della Sala della Filarmonica di Berlino.

I due principali collegamenti per il Parco de l’Agua sono la Pasarela Manterola (Pasarela del Volutariado) e il Puente del Tercer Milenio, costruito nel 2008 e con i suoi 270 metri, il più lungo al mondo. Il design e l’estetica strutturale lo trasformano in simbolo del nuovo millennio.

Se volete leggere il post sul centro storico di Saragozza questo è il link: http://www.claudiatoffolon.com/2020/01/06/saragozza-la-spagna-che-non-ti-aspetti/

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