Saragozza, la Spagna che non ti aspetti

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Si dice spesso che Saragozza, capitale dell’Aragona, è la città più spagnola della Spagna. Il suo fascino risiede principalmente nel fatto di essere relativamente poco frequentata dai turisti, per i quali in genere è solo una stazione ferroviaria lungo il percorso da Madrid a Barcellona. Chi decide di scendere dal treno, però, raramente resta deluso. La città vecchia è piena di tipici ristoranti spagnoli e la cucina aragonese è davvero eccellente. Fra le attrazioni vi sono la Aljafería, il più grande edificio moresco al di fuori dell’Andalusia, il foro romano dell’antica Cesaraugusta e la Basilica de Nuestra Señora del Pilar.

Sono stata a Saragozza con un volo Ryanair diretto da Bologna della durata di circa 2 ore. Dall’aeroporto c’è poi un autobus che arriva fino alla stazione degli autobus (Paseo Marìa Augustìn 7) passando per l’Estaciòn Bimodal, Plaza Imperial e Plaza. Ho soggiornato Hotel Zilken Zentro Zaragoza.

Cosa vedere in città? Prima di tutto il Palacio de la Aljaferia. È uno dei monumenti più importanti dell’architettura ispano-musulmana dell’XI secolo. Sebbene l’edificio abbia subito varie riforme, si può ancora passeggiare per i suoi bei portici con giardini del Patio di Santa Isabel, per il Salón Dorado e l’Oratorio. Da notare il Palazzo Mudéjar di Pedro IV e la Cappella di San Martín, entrambi appartenenti al periodo posteriore alla Riconquista. La ristrutturazione più importante dal punto di vista artistico è quella realizzata dai Re Cattolici nel 1492. Il palazzo, comprese le sue prigioni, fu dal 1485 sede del Tribunale dell’Inquisizione e dal 1706 in avanti fu usato come alloggio delle truppe.

Attualmente una parte del palazzo ospita le Cortes de Aragón (Governo della Regione Aragonese). Da non dimenticare la Torre del Trovador, del IX secolo, in cui Verdi ambientò la sua famosa opera Il Trovatore. Il Palacio de la Aljaferia è aperto tutti il giorni da aprile a ottobre dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 – Visite guidate alle ore 10.30, 11.30, 12.30, 16.30, 17.30 e 18.30 – tranne il giovedì tutto il giorno e il venerdì mattina riservato per visite in gruppo previamente programmate (ma forse solo per l’inverno). L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima della chiusura.

Il Palacio de la Real Maestranza de Caballería Antiguo Palacio de Don Miguel Donlope – è sede della Reale Maestranza di Cavalleria di Saragozza dal 1912. Nella facciata si apprezzano elementi che diventeranno caratteristici di queste costruzioni, come l’accesso ad arco a tutto sesto, l’ordinamento in altezza in tre piani, la galleria di archi piegati, le finestre grandi e la gronda in legno di stile classico. All’interno risalta la ricca decorazione in gesso del cortile e della scala, lo straordinario soffitto in legno e a cassettoni delle sale del piano nobile.

La Lonja, in Plaza del Pilar, fu fatto costruire dal Comune come Borsa dei mercanti. È il primo palazzo pienamente rinascimentale della città e la costruzione civile più importante del Cinquecento nell’Aragona. Alla divisione esterna dei piani non corrisponde una uguale distribuzione nello spazio interno, che è occupato da un gran salone con navate separate da colonne ad anelli e coperto da volte stellate.

Anche la decorazione è fedele al nuovo stile rinascimentale, ed è lo stemma della città, portato da angeli sui capitelli delle colonne e scolpito sulle chiavi delle volte. Al centro dei quattro lati appare anche lo stemma dell’imperatore Carlo V, sostenuto da leoni e contornato dal Tosone d’Oro. Al disopra di questo salone si trova il piano che corrisponde alla galleria esterna e al quale si accedeva per mezzo di una scala a chiocciola costruita dentro una torretta esterna, oggi scomparsa. La funzione data a questo piano era quella di servire da magazzino per le armi del municipio. Il palazzo è aperto al pubblico durante le esposizioni, da martedì a sabato, dalle 10.00 alle 14.00 ore e dalle 17.00 alle 21.00 ore. L’ingresso è gratuito.

Caesaraugusta era circondata da delle mura con numerosi torrioni, forse 120, le famose Murallas Romanas. I muri avevano uno spessore notevole che raggiungeva in molti punti i sette metri, la parte esterna era di alabastro e calcare e quella interna di una malta straordinariamente dura (opus caementiquium). I suoi torrioni sono semicircolari o ultrasemicircolari e hanno un diametro di circa 8m, ma raggiungevano i 13m in uno di quelli adiacenti alla porta occidentale. Le mura romane proteggevano un perimetro di 3 km e comprevano la via Echegaray y Caballero tutto Il Coso e la Avenida Cesaraugusto. Alla città si accedeva da quattro porte, situate alle estremità dei suoi assi: quella settentrionale all’inbocco del Ponte de Piedra, quella orientale vicino alla Chiesa della Magdalena, quella meridionale leggermente ad est del Teatro Principal e quella occidentale alla fine della Via Manifestación.

Queste porte fin dal medioevo furono chiamate dell’Angelo quella a nord, di Valencia quella a est e di Toledo quella ad ovest. Vicino al tratto di mura di San Juan de los Panetes si trova da qualche anno la statua dell’imperatore Augusto, copia in bronzo del famoso Augusto di Prima Porta, regalo del governo italiano alla città negli anni 40. La figura si trova davanti a tre archi piani e un arco a tutto sesto, i quali rappresentano le quattro culture che hanno dato nome alla città: Salduie, Caesaraugusta, Saraqusta e Saragozza. La Zuda o Azuda, sede dei governatori musumani, fu eretta su uno dei torrioni delle mura romane. Dopo la riconquista fu palazzo e residenza dei Re d’Aragona, da Alfonso I il Battagliere fino a Giacomo I.

Il Puente de Piedra è il ponte più antico sul fiume Ebro. Di stile gotico, del XV secolo, è stato restaurato in numerose occasioni a causa delle piene dell’Ebro; da notare i quattro nuovi leoni di bronzo, appartenenti alle ultime ristrutturazioni, opera dello scultore Francisco Rallo.

Il Paio de la Infanta espone in permanenza una collezione di dieci pitture di Goya, tra le quali cinque sono propietà di Ibercaja e le altre cinque appartengono alla Real Società Economica Aragonese di Amici del Paese. Tra tutti queste opere spicca uno dei migliore ritratti di Goya: quello dell’aragonese Félix de Azara y Perera. Il personaggio è rappresentato a corpo intero, la sua figura spicca su un fondo più pittorico e libero, a pennellata sciolta. Si tratta di un ritratto di concezione originale, dove si riflette la doppia condizione di militare e scienzato del modello.

Un’altra opera di eccellente qualità è il Ritratto di José de Cistué y Coll, barón de la Menglana, magistrato di Huesca che prese una parte attiva ai due Assedi di Saragozza accanto al generale Palafox. La collezione è completata dalle opere seguenti: Carica dei mammalucchi nella Puerta del Sol (bozzetto prepraratorio del famoso quadro), Ballerini mascherati sotto un arco, bozetti della Apparizione della Vergine a Santa Teresa e La Vergine infila il collare a Santa Teresa in presenza di San Giuseppe, Esopo e Menipo, copia degli originali di Velázquez.

Il Palacio de Sastago, attualmente utilizzato come Sala esposizioni della Diputación di Saragozza, si trova nella via del Coso, che nel era la più bella e spaziosa della città, scenario di processioni, cortei reali e luogo di residenza dell’alta nobiltà di Saragozza. L’edificio è arrivato ai nostri giorni abbastanza alterato per quanto riguarda il suo disegno originale; per il restauro, che ha ricevuto il premio Europa Nostra, si è impiegato un documento di valore incalcolabile: il contratto originale dei lavori del maestro Lope de Chacho. Il cortile interno è uno dei più eleganti e armoniosi di quanti conservati nella nostra città.

Puerta del Carmen, costruita dall’architetto Agustín Sanz nel 1792, era una delle porte di accesso alla città nel XVIII secolo e fu danneggiata durante la guerra di indipendenza spagnola. La sua struttura, a modo di arco di trionfo romano, si rifà a un modello neoclassico madrileno.

La Catedral de San Salvador o La Seo, prima cattedrale cristiana a Saragozza si innalza sullo stesso spazio che prima avevano occupato il tempio romano del Foro, la chiesa visigotica e la Moschea Maggiore musulmana. Verso la fine del Millecento cominciano i nuovi lavori, fedeli al modello artistico del tardo romanico. II tempio viene ingrandito verso la fine del Trecento, allo scopo di edificare una chiesa che avesse dimensioni più grandi e una luminosità maggiore, seguendo il nuovo spirito del gotico. Testimoni di quest’epoca sono le absisi superiori e il muro della Parroquieta, capolavoro del mudejar di Saragozza. La Seo arriva alle sue dimensioni attuali e al suo aspetto defiinitivo nel Cinquencento. Le più recenti modifiche sono constituite dalla torre barocca e dal frontrespizio classico. All’interno spicca il Retablo Maggiore, opera rappresentativa del gotico europeo.

Altre chiese di rilievo sono la Iglesia de San Pablo, la Iglesia Paroquial de Santa Maria Magdalena e la Iglesia Paroquial de San Miguel de los Navarros, tutte di stile mudejar. Di particolare rilievo anche l’Arco e casa del Dean, che si trovano in uno degli angoli più caratteristici della città. La sua origine è del XIII secolo, anche se l’arco attuale, molto restaurato, richiama la riforma realizzata nel Cinquecento.

E dopo tanta immersione nella cultura, ci vuole una pausa culinaria (anche più di una, a dire il vero!). Alcuni posti dove poter gustare delle ottime tapas sono Casa Pascualillo (Calle de la Libertad), Los Victorinos (Calle José La Hera), Manhares e Taberna Dona Casta (entrambe in Calle Estébanes).

Per un’ottima cena invece potete provare El Rincòn de Aragòn (Calle de Santiago): specializzato in sostanziosi piatti aragonesi, è il genere di locale che gli spagnoli adorano. Gli arredi sono essenziali e i piatti molto semplici, ma si mangia benissimo: è il posto ideale per scoprire come mai tutti impazziscono per la cucina aragonese. Una delle tante specialità della casa è il ternasco asado con patatas a la pobre (costine di agnello da latte arrosto con patate alla povera). Un’altra trattoria caratteristica Aragonese è la Tragantua (Plaza Santa Marta).

Un discorso a parte, merita tutta la parte della città coinvolta nell’EXPO del 2008 e tuttora parte integrante del Parque de l’Agua. Qui trovate tutti i dettagli: http://www.claudiatoffolon.com/2020/01/06/saragozza-alla-scoperta-dellarchiettura-dellexpo-2008/

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