Amiens e la cattedrale di Notre-Dame, cosa vedere nella capitale della Picardie, Francia

Situata a metà strada tra l’aeroporto di Beauvais e il canale della Manica, la capitale della Piccardia offre molto da vedere a chi ha voglia di scoprire una città al di fuori degli abituali itinerari turistici.

La città di Amiens ha origini molto antiche: i primi insediamenti risalgono all’epoca preistorica. Durante l’epoca romana conobbe un importante sviluppo e si ampliò ulteriormente nel Medioevo. Ma il suo periodo di maggior splendore fu tra il XVIII ed il XIX secolo, quando divenne famosa per la produzione di una lana molto pregiata, tinta in azzurro con una pianta particolare della regione: la Isactis tintoria.

La visita della città può iniziare dal suo monumento più importante, il suo simbolo: Notre Dame, la più grande cattedrale di Francia – è lunga 145 metri e alta 112 metri – un vero capolavoro di arte gotica famoso in tutto il mondo e Patrimonio UNESCO dal 1981. Costruita nel XIII secolo, fu terminata nell’arco di 50 anni per ospitare la testa di San Giovanni Battista portata in Francia nel 1206 di ritorno dalla Crociate, reliquia tuttora custodita nella parete settentrionale.

La Cattedrale vede la prevalenza dello stile gotico classico: l’insieme delle statue della cattedrale è tanto imponente da essere soprannominato “Bibbia di Amiens”, dal momento che le rappresentazioni comprendono quasi tutti gli episodi dell’Antico e Nuovo testamento scolpite a bassorilievo sulle facciate delle chiese e disegnate sulle vetrate; venivano chiamate Biblia pauperum, la Bibbia dei poveri, in quanto per gli analfabeti era una sorta di testo sacro rappresentato per immagini. La facciata ha tre portali al di sopra dei quali si trovano due gallerie con le statue dei 22 Re di Giudea e Israele, e in centro il magnifico rosone che supera gli 11 metri di diametro. Nel timpano si trova la maestosa scena del Giudizio universale, il portale destro descrive la vita di Maria, mentre quello sinistro è dedicato a San Firmino. La statua più importante è la Vierge Dorée, situata nel portale sul fianco meridionale. Nei secoli successivi furono aggiunte una serie di figure di personaggi storici, come il re Carlo V, e vennero intagliati i 110 stalli del coro, che ancora oggi si conservano come ulteriore dimostrazione della miracolosa sopravvivenza del patrimonio artistico della città. All’interno spicca il Labirinto, lungo 234 metri e ottagonale, che intreccia vari percorsi che conducono alla Luce o all’Oscurità (non si tratta dell’opera originale ma di una fedele ricostruzione).

Una curiosità: sulla facciata ovest della cattedrale, in alto a sinistra rispetto al portale principale in un cerchio floreale vi è un fiore a cinque petali simili a cerchi l’unione dei petali sigillata da un drago. In definitiva cinque petali, cinque draghi. Il numero cinque è riferito all’uomo. I vertici del fiore formano un pentagono col vertice rivolto verso l’alto. Altri fiori a cinque petali compongono una cornice esterna. Sotto i cinque draghi abbiamo l’albero rigoglioso e cinque giovani donne che portano coppe e vasi rivolti verso l’alto.

La Cattedrale di Amiens è aperta tutto l’anno e l’ingresso è gratuito. Dalla metà di giugno alle metà di settembre e durante il periodo natalizio, dopo il tramonto, si può ammirare lo spettacolo gratuito di luci in 3D che trasforma la facciata ovest in una tela in cui esplodono i colori e vengono esaltati i fregi.

Dopo tanta bellezza, il giro della città può proseguire lasciandosi alle spalle le guglie della Cattedrale e inoltrandosi nel quartiere di Saint Leu, il più antico della città. Di giorno si possono ammirare le delizione casette di legno e intonaco colorato, circondate da piccoli ponti, canali e fiori che si adagiano su un mosaico di isole e isolette in cui regna la pace assoluta. Di notte invece il quartiere si trasforma in un susseguirsi di locali e ristoranti.

Per una pausa verde si può fare una visita a les Hortillonnages. I canali di Amiens sono una zona di 300 ettari vicino al centro storico in cui si succedono piccoli giardini galleggianti circondati da vie d’acqua. Un tempo questa zona era adibita all’orticoltura e in alcuni lotti di terra si coltivano ancora oggi frutta e verdura. Passeggiando lungo l’antica alzaia è possibile vederne una parte, ma per conoscere veramente questi meravigliosi giardini segreti, sui quali spesso si trovano graziosi capanni o casette, l’ideale è organizzare una gita su una barca “a corno”, imbarcazione tradizionale con fondo piatto, caratterizzata da una estremità rialzata, utilizzata lungo i canali.

Un altro luogo interessante da visitare è la Casa di Jules Verne, il grande autore che visse ad Amiens, nel quartiere ottocentesco di Saint Paul, per oltre 30 anni (di cui 18 in questa casa). La casa è attualmente adibita a museo e ci si può immergere nel mondo delle Ventimila leghe sotto i mari attraverso oggetti e documenti che raccontano la vita e le opere dello scrittore. La casa è aperta tutto l’anno, da metà ottobre a metà aprile è chiusa il martedì.

Se siete amanti dell’arte non dovete perdere il Museo della Piccardia. La sua architettura è ispirata all’espansione del palazzo del Louvre iniziato da Napoleone III. Tra le opere presenti ci sono gli affreschi di Puvis de Chavannes, realizzati appositamente per adornare la scala principale, dipinti di El Greco, Fragonard, Francis Bacon, Picasso, Picabia e una scultura di Mirò.

Io ho visto Amiens in un weekend, arrivando (e rientrando) da Parigi in treno. Ho dormito all’Hotel Alsace-Lorraine, un alberghetto ricco di fascino e tranquillo, leggermente defilato dal centro. Se ci andate in primavera, chiedete una stanza con l’affaccio sul cortile. Per mangiare vi consiglio La Soupe à Cailloux, nel quartiere di Saint Leu, e il Le T’Chiot Zinc, un bistrot in stile belle Epoque. Per degustare i prodotti locali non mancate una passeggiata in Place Parmentier il sabato mattina, tra frutta, formaggi e specialità locali.

Ogni sabato mattina gli orticoltori si raggruppano in Place Parmentier per vendere i loro prodotti.
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