Parigi passages couvertes

Parigi e les passages couvertes

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Tra le esperienze più particolari e un po’ fuori dalle cose più turistiche che si possono fare a Parigi, potete mettere in programma un giro della città attraverso i suoi passages couvertes.

Parigi

Nei primi decenni del XIX secolo la città di Parigi aveva una struttura urbanistica completamente diversa da quella dei giorni nostri: le strade erano strette, sporche e intasate dal traffico, il sistema fognario non era stato progettato e alcuni quartieri, anche in pieno centro, non erano assolutamente consigliati. Immaginatevi questa situazione in un giorno di pioggia, cosa non rara nella capitale francese.

Per cercare di ovviare a questa situazione nacquero quindi i passages, delle gallerie coperte all’interno degli edifici, dove si potevano trovare negozi e caffè. Les passages si svilupparono principalmente sulla rive droite della Senna, nella zona di Parigi dei Grand Boulevards, tra il II e il IX arrondissement. Questa era infatti la zona frequentata dai borghesi parigini e la zona culturalmente più attiva, con diversi teatri.

I passages couvertes erano costuiti secondo le preferenze architettoniche di inizio ‘800, quindi con coperture in vetro da cui far filtrare tanta luce e strutture prevalentemente metalliche.

Il successo dei passages couvertes fu tale che verso la metà del XIX secolo se ne contavano quasi 150 in città e furono presi come ispirazione anche dalla città di Bordeaux. Il declino arrivò verso la fine del XIX secolo, quando nacquero i primi magasins des nouveautés, come i Printemps o le Galeries Lafayette, che attirarono le signore in spazi più ampi e lussuosi. Molto famoso è un romanzo di Emile Zola, Au Bonheur des dames (Alla felicità delle donne) che racconta questo cambio di tendenza nelle abitudini delle abitanti parigine.

Abbandonati dai negozianti e non più visitati dai passanti, la maggiorparte dei passaggi andò in rovina. Sono stati riscoperti negli anni ’80, soprattutto grazie alla loro architettura particolare, e vennero ristrutturati. Oggi se ne possono vedere poco più di una trentina.

Sono una meta ideale per una giornata di pioggia o se volete curiosare tra le vetrine di negozi di antiquariato o di collezionismo o nelle piccole botteghe artigiane.

Parigi passages couvertes

Tra i più famosi ci sono:

  • il Passage des Panoramas (11 boulevard Montmartre – il più antico, ispirato alle stampe orientali che rappresentavano i souq)
  • la Galerie Vivienne (6, rue Vivienne – con la bellissima scala con ringhiera in ferro battuto, lampade in ottone e il mosaico pavimentale di Faccina)
  • il Passage du Caire (2, place du Caire – dedicato alla capitale egiziana)
  • la Galerie Colbert (6, rue des Petits Champs – con un’ampia rotonda sormontata da una cupola di vetro e una brasserie dove fare una pausa per ammirare le meravigliose decorazioni Art Nouveau)
  • il Passage Jouffroy (9, rue de la Grange Batelière –  primo passaggio ad essere costruito interamente in vetro e ferro; ad una delle entrate si trova l’hôtel Ronceray, dove Rossini compose il celebre Guglielmo Tell, e all’interno c’è una bellissima libreria specializzata in riviste e locandine cinematografiche).

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