Sarajevo, Baščaršija

Sarajevo, cosa vedere nella capitale della Bosnia-Erzegovina

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Un viaggio a Sarajevo, la capitale della Bosnia Erzegovina, suscita emozioni contrastanti. La città, multietnica e multireligiosa, vede convivere diverse culture, storie e architetture. In questo post voglio raccontarvi quali sono secondo me le cose imperdibili da vedere nei diversi quartieri della città.

Sarajevo
Sarajevo, Ponte Latino

1 – Baščaršija è il quartiere turco della città di Sarajevo, un labirinto di stradine pedonali e di cortili all’aperto brulicanti di caffè, moschee, laboratori di rame e di gioielli, profumi di carne alla griglia. Tutta questa esplosione di vita ruota attorno alla fontana Sebilj, costruita nel 1891 e dalle forme simili ad un gazebo orientale. In questa piazza, spesso invasa dai piccioni, si trova l’ufficio turistico e potete approfittare di un wifi libero. Inoltrandosi nel quartiere si incontra subito Kazandziluk, il vicolo del calderai, e la Moschea di Baščaršija con i suoi meravigliosi giardini. Il vicolo è diventato con il tempo abbastanza turistico ma girando per le varie botteghe potete ancora scovare qualche servizio da caffè turco, con i tipici bricchi e le tazzine senza manico, spesso realizzati proprio sul momento Nelle vicinanze si può vedere anche il Bursa Bezistan, caratterizzato da sei cupole, che una volta fungeva da bazar della seta (ora vi si trova un interessante museo che descrive la storia della città). Un’altra moschea di rilievo è la Gazi-Husrevbey, parte di un più grande complesso che comprende una madrasa (scuola coranica) e un bazar coperto. Il minareto della moschea si affianca alla Torre dell’Orologio in pietra, situato poco distante. Nel quartiere si trova anche una Vecchia Chiesa Ortodossa di epoca medievale, danneggiata però dalle granate negli anni ’90.

Sarajevo, Baščaršija
Sarajevo, Baščaršija

2 – Adiacente a Baščaršija si trova un altro quartiere molto autentico di Sarajevo, Bjelave. Qui potrete vedere molte case in stile tradizionale turco, con bellissimi cortili interni, moschee dalla tradizione secolare, palazzi moreschi (la Facoltà di Scienze Islamiche in particolare) e costruzioni in stile austro-ungarico (come alcuni Consolati dei Paesi stranieri). Tra le residenze ottomane d’epoca merita assolutamente una visita Casa Svrzo, perfettamente conservata con i suoi balconi in legno che si affacciano sul cortile interno e le camere degli ospiti arredate con le tradizionali secija, le panche con i cuscini.

Sarajevo, Facoltà di Scienze Islamiche
Sarajevo, Facoltà di Scienze Islamiche
Sarajevo, Casa Svrzo
Sarajevo, Casa Svrzo

3 – Un altro quartiere interessante di Sarajevo è Vratnik, con la i resti della sua cittadella (dove ora purtroppo sorge una caserma in pessimo stato di conservazione). Due torri sono comunque accessibili: Torre Kula Ploce e Torre Sirokak Kula; entrambe ospitano mostre temporanee. Esplorando le zone meno battute del quartiere potrete scoprire delle piccole perle nascoste come la Moschea Arapova e il suo particolare minareto e la Moschea Lucevica, decorata con balconi di legno. Rientrando verso Baščaršija potete passare nelle vicinanze del Cimitero dei Martiri di Kovaci, dove si trova la tomba dell’ex presidente Izetbegovic.

4 – Passeggiando sul lungofiume vi imbatterete invece in una casa ottomana molto antica, la Inat Kuca (ovvero, la Casa della Ripicca, che deve il nome all’ostinato e perdurante no della proprietaria alla richiesta di trasferirsi da un’altra parte dietro compenso… alla fine però ha ceduto e al posto della casa fu costruito il Municipio; la condizione fu però assoluta: la casa dovette essere ricostruita identica, pietra dopo pietra, dall’altra parte del fiume; oggi ospita un ristorante). Il Municipio ospita invece la Biblioteca Nazionale, il luogo da cui nel 1914 si mosse l’arciduca Francesco Ferdinando nel tragico episodio che diede il via alla Prima Guerra Mondiale. L’edificio, considerato il più bello della città di Sarajevo, fu distrutto da una bomba nel 1992 e, dopo interminabili lavori di restauro, è stato nuovamente aperto al pubblico anche se ha perso un po’ del fascino e dell’atmosfera che lo caratterizzavano. Sempre lungo il fiume potete incontrare la Moschea dell’Imperatore, uno dei maggiori luoghi di culto islamico della città e la Chiesa di Sant’Antonio, caratterizzata da un campanile in stile veneziano. Il fiume di Sarajevo è attraversato da uno dei ponti più famosi della storia, il Ponte Latino. Nel punto in cui Gavrilo Princip sparò all’arciduca sorge ora il Museo di Sarajevo 1878-1918, dedicato principalmente all’accaduto. Proseguendo la passeggiata si incontra la Casa Despica, in stile bosniaco, la Sinagoga Askenazita, la Posta Centrale dai bellissimi soffitti e l’Accademia delle Arti, che ricorda il Palazzo del Parlamento di Budapest.

Sarajevo, lungofiume
Sarajevo, lungofiume

5 – Il quartiere pedonale di Ferhadija è una delle zone preferite dagli abitanti di Sarajevo. Passeggiando per le vie potrete vedere la Cattedrale Cattolica e, nel piazzale antistante, alcune delle malinconiche rose di Sarajevo, i buchi nell’asfalto provocati dall’impatto dei colpi di mortaio che sono stati simbolicamente riempiti di vernice rossa. In questa zona si trova inoltre la Sinagoga Sefardita che ospita all’interno un interessante Museo Ebraico. Arrivando fino in Trg Oslobodenja vi ritroverete in compagnia dei giocatori di scacchi giganti che usano il lastricato della piazza come scacchiera gigante. L’appuntamento con questi ferventi e appassionati giocatori è quotidiano, con qualsiasi condizione meteorologica, e spesso si raduna attorna una folta platea curiosa. Nei pressi si trovano anche la statua “L’uomo multiculturale” dedicata alla pace, la Cattedrale Ortodossa e la Galleria Nazionale.

Sarajevo, Sinagoga Sefardita
Sarajevo, Sinagoga Sefardita
Sarajevo, Trg Oslobodenja
Sarajevo, Trg Oslobodenja
Sarajevo, L'uomo multiculturale
Sarajevo, L’uomo multiculturale

6 – Nella zona di Marsala Tita potrete vedere la fiamma eterna, a commemorazione delle vittime della Seconda Guerra Mondiale, che arde davanti al Palazzo del Ministero delle Finanze. A poca distanza si trova l’Edificio della Banca Nazionale, in pieno stile suprematista, e la Moschea Alipasina.

Sarajevo, Marsala Tita
Sarajevo, Marsala Tita

7 – Il quartiere di Novo Sarajevo è tristemente famoso perchè viene associato alla Via dei Cecchini, l’ampio viale che dall’aeroporto portava in centro a Sarajevo. Durante l’assedio della città, dal 1992 al 1995, i soldati serbi si appostavano nelle vicine colline pronti a sparare sui civili che cercavano di attraversarlo. Lungo il viale si riconosce l’Holiday Inn, l’unico albergo rimasto funzionante in città che ospitò i corrispondenti dei giornali di tutto il mondo; si riconosce facilmente per i suoi colori gialli e marroni. Nei pressi dell’albergo si possono vedere anche le Torri Gemelle di Sarajevo, rimaste in rovina per parecchi anni e ora finalmente risistemate. In questa zona della città potete visitare anche l’immenso Museo Nazionale, che si sviluppa in quattro different padiglioni in stile neoclassico costruiti nel 1913, e il piccolo Museo di Storia, per una panoramica sul conflitto che ha colpito il Paese negli anni ’90.

Sarajevo, Via dei Cecchini
Sarajevo, Via dei Cecchini

8 – Butmir non è un quartiere di Sarajevo ma un villaggio molto vicino, reso famoso dal tunnel che durante l’assedio salvò la città. In quei terribili giorni (anni…) la città era completamente circondata dai militari serbi mentre l’aeroporto era rimasto zona neutrale, sotto il controllo dell’ONU; il villaggio di Butmir e un terreno che arrivava fino alle pendici del Monte Igman, grazie ad una strenua difesa, erano rimasto sotto il controllo dei bosniaci musulmani che iniziarono a scavare fino ad arrivare a costruire un tunnel lungo 800 metri e largo 1 metro che dall’aeroporto riusciva a portare dei viveri in città. Negli anni successivi alla liberazione dal’assedio il tunnel crollò per una buona parte del percorso ma ne resta ancora una parte nella parte sud della pista dell’aeroporto, dove è sorto il Museo del Tunnel e dove si può vedere la casa bombardata sotto la quale si trovava l’entrata, oltre a diversi attrezzi utilizzati per gli scavi e una serie di fotografie molto toccanti. Potete raggiungere questa zona di Sarajevo con i mezzi pubblici ma il mio consiglio è quello di farvi organizzare la visita da un’agenzia turistica e di farvi assegnare una guida che vi possa raccontare la vita, le paure e le speranze di Sarajevo durante l’assedio.

Sarajevo, Museo del Tunnel
Sarajevo, Museo del Tunnel

Sarajevo è stata una tappa di un viaggio nel cuore dei Balcani fatto un paio di anni fa. Se volete leggere tutte le tappe, le trovate in questo post: http://www.claudiatoffolon.com/2020/07/03/bosnia-erzegovina-10-giorni-on-the-road/

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