Gubbio (Umbria), cosa vedere in una giornata

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Cosa vedere in una giornata a Gubbio, la cittadina “dei matti”, la più medievale dell’Umbria settentrionale.

Gubbio, dettaglio del Palazzo dei Consoli
Gubbio, dettaglio del Palazzo dei Consoli

Arroccata su una collina in provincia di Perugia, Gubbio è una delle cittadine dell’Umbria meglio conservate e dall’autentica atmosfera medievale. La si visita facilmente in una giornata, passeggiando per i vicoli alla scoperta di chiese e punti panoramici.

Arrivando in macchina ci sono diverse opzioni per il parcheggio; quella con più posti è in Piazza Quaranta Martiri, oppure nelle vicinanze in Viale del Teatro Romano. Entrambi i parcheggi sono a pagamento.

Proprio in Piazza Quaranta Martiri può iniziare la passeggiata alla scoperta di Gubbio. Qui si trovano la Chiesa di San Francesco, dove si dice che dormì il Santo durante la sua visita alla cittadina (al di fuori della chiesa potete trovare una statua con il Santo e il lupo), e la Loggia dei Tiratori della Lana, dove nel XIV secolo la lana veniva stesa all’ombra delle arcate della loggia, per farla asciugare al riparo dai raggi del sole.

Gubbio, Loggia dei Tiratori della Lana
Gubbio, Loggia dei Tiratori della Lana

Alle spalle della Loggia si apre il nucleo medievale di Gubbio, con le stradine in salita che vi porteranno pian piano fino ad ammirare l’imponente lato posteriore del Palazzo dei Consoli. Proseguite la salita fino ad arrivare alla meravigliosa Piazza Grande, il centro di Gubbio, dove si trovano il Palazzo dei Consoli, il Museo Civico e il Palazzo Pretorio. Dalla Piazza potete inoltre ammirare il morbido paesaggio delle colline dell’Umbria.

Il Palazzo dei Consoli è un imponente edificio alto un centinaio di metri, dal profilo merlato che si accompagna ad un altissimo campanile, la cui facciata sulla piazza è sostenuta da grandi contrafforti. Di particolare rilievo sono le sei finestre accoppiate, caratteristiche della città di Gubbio e ripetute in molti altri edifici circostanti, e il portale sormontato da un dipinto di una Madonna con Bambino. Se portate lo sguardo in alto a destra sulla facciata, potrete vedere un “buco”, serviva per ospitare la gogna, una gabbia dove venivano rinchiusi i criminali per essere mostrati alla popolazione.

Gubbio, Palazzo dei Consoli
Gubbio, Palazzo dei Consoli

Nello stesso edificio si trova anche il Museo Civico, dove sono ospitate le tavole eugubine, il più grande ritrovamento archeologico dell’Umbria, sette tavole di bronzo (databili tra il 200 a.C. e il 100 a.C.) che costituiscono la testimonianza più antica della lingua umbra. Affacciato su Piazza Grande, al lato opposto, si trova invece l’incompiuto Palazzo Pretorio, oggi sede del Municipio.

Gubbio, Piazza Grande e Palazzo Pretorio
Gubbio, Piazza Grande e Palazzo Pretorio

Proseguendo in salita per i vicoli (o con uno degli ascensori cittadini) si arriva fino al Duomo, una costruzione gotica del XIII secolo dagli esterni lineari che si contrappongono agli interni piuttosto sfarzosi e ricchi di affreschi e pannelli. Di fronte al Duomo si trova il Palazzo Ducale, del 1470, la cui particolarità sta nel fatto che è l’unico esempio di architettura rinascimentale in un borgo interamente medievale.

Una volta arrivati al Duomo potete decidere di proseguire la strada in salita che in una mezzora di cammino risale la collina fino ad arrivare alla cima del monte Igino oppure tornare sui vostri passi e imboccare via XX Settembre per arrivare alla funicolare. In questo secondo caso, nella discesa tra il Duomo e la via, date un’occhiata ad un negozio sulla vostra sinistra, per ammirare (gratuitamente) all’interno la botte più grande del mondo: costruita prima del 1500, ancora prima della scoperta dell’America, era destinata a conservare il vino dei Canonici eugubini e poteva contenere fino a 387 barili, misura dell’epoca, per un totale di oltre 20.000 litri di vino.

Gubbio, botte in legno da 20.000 litri
Gubbio, botte in legno da 20.000 litri

La funicolare si imbocca appena al di fuori di Porta Romana, alla fine di Via XX Settembre. Una volta arrivati in cima (una decina scarsa di minuti) potete visitare la basilica di Sant’Ubaldo, dove sono conservati i ceri, le tre grandi colonne di legno protagoniste dell’annuale Corsa dei ceri che si svolge a Gubbio il 15 maggio. In questa occasione tre ceri di legno, dedicati a Ubaldo, Antonio e Giorgio, vengono portati in processione dalle tre confraternite per la città durante la giornata. Alle 18 vengono ripresi e parte la “gara”: ciascuna confraternita, con 10 uomini, carica il cero sulle spalle e lo riporta di corsa alla Basilica di Sant’Ubaldo, in cima ad una collina per una ripida salita. La manifestazione non è una vera e propria gara perché il cero di Sant’Ubaldo deve sempre vincere e ogni scusa è buona per festeggiare.

Gubbio, Basilica di Sant'Ubaldo
Gubbio, Basilica di Sant’Ubaldo
Gubbio, Panorama
Gubbio, Panorama

Una volta ridiscesi in centro, potete imboccare nuovamente via XX Settembre e percorrerla tutta in direzione opposta fino ad arrivare alla Fontana del Bargello. Gubbio è una terra di pazzi e la pazzia è sancita intorno a questa fontana: chi compie tre giri attorno ad essa, dopo essere stato battezzato con la sua acqua, riceve il diploma di “matto” di Gubbio e la relativa patente di Pazzo. In realtà la tradizione e il cerimoniale sono molto più storici e seri (la Patente da Matto ufficiale è solo quella che viene rilasciata direttamente dall’associazione Maggio Eugubino, detentore unico di questa antica tradizione che affonda le sue origini in un documento risalente al 1880 e che da tempo, ha registrato il marchio oltre che i testi ed il sigillo legati a questo rito), ma per i turisti la fontana è nota come la Fontana dei Pazzi.

Gubbio, Fontana del Bargello
Gubbio, Fontana del Bargello

Una nota di attenzione! Passeggiando per le vie di Gubbio, soprattutto in Via dei Consoli, potete imbattervi nelle Porte del morto, delle aperture murate sulle facce delle case medievali. La leggenda vuole che servissero per portare fuori le bare dei defunti e quindi, poiché contaminate, venissero murate.

Gubbio, Porta del Morto
Gubbio, Porta del Morto

Infine un consiglio gastronomico. Se arrivate a Gubbio affamati potete sicuramente deliziarvi con la crescia. Ogni famiglia utilizza la propria ricetta tramandata di generazione in generazione, ma tendenzialmente è una focaccia bianca preparata con acqua, farina e sale. A differenza della pizza tradizionale, non viene fatta lievitare, semplicemente perché tradizione vuole che non ci sia lievito o bicarbonato al suo interno. Questo permette alla pasta di essere più compatta. È ottima farcita con i salumi locali.

Un’altra specialità locale, ottima anche come regalo perché si conserva bene, è la Torta dei Matti, trovate la sua storia nella foto qui sotto!

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