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Weekend a Sofia, cosa vedere nella capitale della Bulgaria

Idee e spunti per un weekend a Sofia, la capitale della Bulgaria, tra parchi, chiese, sculture e street art.

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Sofia è una meta ideale per un weekend all’insegna di buon cibo, parchi e giardini, musei e vita all’aria aperta. Vi lascio qui le cose che ho visto io e che mi sono più piaciute, senza avere la pretesa di raccontarvi tutto quello che si può vedere (per questo vi consiglio la Guida di Sofia di Odòs). Un consiglio: non limitatevi ad una visita di mezza giornata, Sofia è una città che va capita e vissuta.

Serdica, la Sofia antica

Nel centro di Sofia si possono vedere le rovine di Serdica, l’antica città Romana costruita attorno al 29 a.C. Della città antica sono vestigia i resti del tempio di Serapide e delle terme. Le arterie principali ricalcano probabilmente il tracciato romano (cardo e decumano). Nella necropoli si hanno tombe a camera dipinte con elementi decorativi ellenistici e orientali.
La storia di Sofia nel corso dei secoli è stata parecchio travagliata; se vi incuriosisce leggete qua sotto.


La capitale della Bulgaria si è sviluppata attorno ad un primitivo nucleo musulmano (Sardica) nel VII secolo a.C. Successivamente è stata conquistata dai Romani (29 a.C.), diventando la capitale della Dacia con il nome di Serdica. Distrutta dagli Unni nel 41 d.C. fu ricostruita e fortificata da Giustiniano e ribattezzata come Triadiza. Nell’809 se ne impadronì Krum, khān dei Bulgari, sotto i quali divenne sede di un patriarcato greco (971) con il nome di Sredec (СРѢДЄЦЪ). Nel 1018 fu ripresa dai Bizantini che ne fecero una piazzaforte per le loro spedizioni contro i Serbi e gli Ungari. Ritornò sotto i Bulgari nel 1194 venne e rinominata Sofia (che significa “saggezza” in greco) nel 1376. Nel 1386 fu conquistata nuovamente dai turchi che la dominarono per più di quattro secoli. Nel 1878 fu conquistata dai Russi e venne scelta come capitale del nuovo principato di Bulgaria nel 1879. L’indipendenza fu dichiarata solennemente e simbolicamente a Veliko Tărnovo il 22 settembre 1908. Nel 1946 venne indetto un referendum il cui esito sancì l’abolizione della monarchia e la proclamazione della repubblica.

I simboli della città

Due dei monumenti simbolo della città di Sofia, che si trovano uno di fronte all’altro lungo bul.Todor Alexandrov, sono la Statua di Santa Sofia e l’ex Casa del Partito Comunista. La Statua di Santa Sofia si erge sopra una colonna di 24 metri, a dominare l’intera capitale bulgara. E’ stata realizzata nel 2001 dallo scultore bulgaro Georgi Chapkanov e dall’architetto Stanislav Kostantinov. Una curiosità: la Statua di Santa Sofia, così come l’omonima chiesa (e pure la più famosa Santa Sofia di Istanbul) non sono dedicate alla santa cristiana, martire romana del II sec, ma alla “divina saggezza” di Dio. L’ex Casa del Partito Comunista fu costruita da una cooperativa di architetti intorno al 1950 come simbolo del partito comunista bulgaro, in stile sovietico (colonne neoclassiche che sostengono una torretta con una guglia). Il palazzo è sopravvissuto agli scontri successivi al crollo del regime socialista. Ora sulla cima sventola la bandiera bulgara mentre l‘interno ospita uffici governativi e una sala concerti. La piazza su cui si affaccia l’edificio è Piazza Indipendenza (plostad Nezavisimost), ex piazza Lenin.

Street Art a Sofia

Un altro motivo per visitare Sofia, la capitale della Bulgaria, è la sua fantastica street art. Dai murales che ricoprono pareti intere degli edifici ai graffiti più piccoli, la città è un’esplosione di arte e colore a cielo aperto. Diversi sono gli artisti di fama internazionale che hanno lasciato la loro impronta: tra i più famosi ci sono Dimitar Mehandiyski, in arte Stern, MaryAnn Loo, detta anche PenguinGirl, e Bozko, nome d’arte di Bojidar Simeonov. Ma il panorama artistico della città si arricchisce ogni anno di nuove opere. Se siete amanti di quest’arte quindi occhi aperti!

Sinagoga e Moschea

La sinagoga di Sofia, costruita tra il 1905 e il 1909 in stile neo-moresco, è una delle più grandi sinagoghe monumentali d’Europa (e per grandezza la seconda sinagoga sefardita più grande d’Europa). La Bulgaria era alleata alla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale, agli ebrei bulgari furono risparmiate le distruzioni dell’Olocausto. Anche la sinagoga non subì atti di vandalismo e profanazione; fu però seriamente danneggiata nei bombardamenti del 1944 che causarono la distruzione di tutte le vetrate colorate. Andarono persi anche quasi la totalità della collezione di libri e manoscritti della biblioteca. La Sinagoga è aperta tutti i giorni tranne il sabato dalle 9 alle 17 ed è visitabile da soli (senza guida). Il costo di entrata è di 5 BGN.

La Moschea Banya Bashi è l’unica moschea di Sofia rimasta aperta al culto. E’ una moschea ottomana il cui nome significa letteralmente “molti bagni” e fu costruita dal celebre architetto Sinān tra il 1566 ed il 1567. La storia della Bulgaria ottomana riguarda il periodo alla fine del XIV secolo, durante il quale lo stato bulgaro cessò di esistere come un’entità indipendente e rimase parte dell’impero ottomano per quasi cinque secoli, fino al 1878. Questo periodo viene considerato un tempo di declino nazionale e culturale, in contrasto con l’epoca di splendore dei due imperi bulgari.

Le fontane d’acqua calda

Sin dall’antichità Sofia è famosa per le sue sorgenti minerarie, sia calde che fredde; nelle vicinanze della città bulgara si contano infatti 8 piscine termali, con una temperatura dell’acqua che va dai 45 ai 60 gradi. Nella zona di Serdika si può trovare testimonianza di questa peculiarità della Bulgaria. Qui si trova infatti l’edificio delle terme, costruito nel 1913 in stile neo-bizantino, sul luogo dove sorgevano le antiche terme romane. Con il passare del tempo il luogo è stato chiuso e, successivamente ad una perfetta opera di restauro, trasformato nel Museo di Storia della città. A fianco dell’edificio si possono comunque ancora vedere le fontane da cui zampilla l’acqua calda e gli abitanti di Sofia che, armati di bottiglioni e taniche, vanno a fare rifornimento.

La Cattedrale di Aleksandr Nevskij

La cattedrale di Aleksandr Nevskij, in stile neo-bizantino, è la cattedrale più grande di Sofia e la seconda più grande dell’intera penisola balcanica (dopo il Tempio di San Sava a Belgrado). E’ uno dei simboli più importanti del Paese, simbolo della Chiesa ortodossa bulgara e residenza del Neofito (Patriarca bulgaro) ed è caratterizzata da una bellissima facciata neobizantina, ricche decorazioni, mosaici e affreschi. All’interno ogni singolo dettaglio vale la pena di essere guardato: dagli enormi archi collegano le cinque navate al pavimento a scacchiera agli eleganti lampadari alle decoratissime vetrate. Le pareti della cattedrale sono impreziosite da dipinti e affreschi, la maggior parte dei quali raffiguranti santi bulgari e russi. Assolutamente da non perdere, il mosaico che ritrae lo zar Ferdinando insieme a sua moglie Eleonora di Reuss-Köstritz. La chiesa è aperta tutti i giorni e l’ingresso è gratuito.

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Museo delle Icone Sacre

Una delle cose imperdibili della città è il Museo delle Icone Sacre. È un’esposizione unica nel suo genere, una collezione di oltre trecento icone prodotte tra il 1200 e il 1900 in diversi luoghi del Paese. Un piccolo museo che si trova nella cripta della Cattedrale Nevski, con accesso separato sulla sinistra, con un costo di entrata di 6Lv (circa 3€), un luogo in cui ammirare la bravura e la dedizione degli artisti che nel corso dello scorso millennio hanno dato la luce a questi preziosi capolavori.

Altre chiese di Sofia

Alcune tra le chiese ortodosse del centro di Sofia: chiesa di San Pietro dei Sellai, chiesa di San Nicholas, chiesa di Santa Pekta, cattedrale di Santa Domenica, chiesa di San Giorgio. Nella maggior parte delle chiese ortodosse è proibito fare fotografie, peccato perché alcune sono veramente splendide 🤷🏼‍♀️

I parchi di Sofia

Sofia è una città ricca di parchi e di legami più o meno risolti con il suo passato. Il Monumento all’Esercito Sovietico ne è un esempio. Collocato nel Knyazheska Garden, un grande parco alle spalle della Cattedrale di Aleksandr Nevskij, ritrae sulla cima un soldato dell’esercito sovietico combattente per la libertà, circondato da una donna bulgara, che tiene in braccio il suo bambino, e da un uomo bulgaro. Lungo i fianchi del monumento ci sono altre composizioni scultoree commemorative, principalmente raffiguranti gruppi di soldati mentre altri gruppi scultorei circondano l’enorme piazza. Il monumento è stato costruito nel 1954, in occasione del decimo anniversario della liberazione da parte dell’esercito sovietico, ed è la rappresentazione della complessa storia militare della Bulgaria durante la seconda guerra mondiale vista attraverso gli occhi della Russia. Tra i sostenitori della destra Bulgara il movimento per la rimozione o la demolizione del monumento è molto forte, mentre i russofili insistono per mantenerlo. La piazza, dall’atmosfera un pochino surreale, è meta di ritrovo per gli skaters della città.

Il Mercato delle Donne

Luogo da non perdere a Sofia, per vedere un angolo di vita quotidiana dei suoi abitanti, è lo Zhenski Pazar, ovvero il Mercato delle Donne. Creato nel periodo ottomano, vi si trovano prodotti provenienti da tutto il paese, frutta e verdura dai mille colori, carne, salumi, miele, dolci e pane. Negli immediati dintorni del Mercato delle Donne, ruota una gran parte della vita quotidiana di Sofia, tra uomini che fumano e giocano a scacchi, ristoranti e panetterie tipiche dai profumi invitanti e le venditrici di fiori.

Museo dell’Arte Socialista

Uscendo dal centro storico di Sofia e prendendo la metro fino alla fermata Dimitrov, si arriva (con qualche difficoltà perché non c’è nessuna indicazione) al Museo dell’Arte Socialista. Il Museo è nato nel 2011 ed è circondato da un parco che ospita un’ottantina di sculture del periodo tra il 1944 e il 1989. Spiccano su tutte due statue enormi: la prima di Lenin (era collocata nel centro di Sofia), la seconda di Dimitrov. Le altre statue rappresentano soldati dell’Armata Rossa, agricoltori, lavoratori, donne e busti di membri delle famiglie che detenevano il potere in Bulgaria. Il parco è molto affascinante, ed è l’unico di questo genere in tutti i Balcani, tuttavia non sono previste didascalie o percorsi guidati ed è un pochino difficile capire la storia dietro ognuna delle sculture. E’ comunque un posto molto interessante ed una ricchissima testimonianza di un lungo periodo storico del Paese.

All’entrata del parco del Museo dell’Arte Socialista svetta la stella rossa, un tempo collocata in cima alla sede del Partito Comunista di Sofia, in quella che si chiamava Piazza Lenin (ora Piazza Indipendenza).

I palazzi istituzionali e della cultura di Sofia

In una passeggiata per le strade del centro si possono vedere alcuni dei luoghi istituzionali della capitale bulgara: la Casa Presidenziale, i Grandi Magazzini TZUM, il Museo Etnografico, il Museo Archeologico Nazionale (ex moschea), il Mercato Coperto, il Teatro Nazionale “Ivan Vazov”, il Palazzo dell’Assemblea Nazionale, il Palazzo della Giustizia, il Palazzo Nazionale della Cultura.

Statue “da selfie”

Statue del poeta e critico Pencho Slaveykov, e di suo padre Petko, anch’egli un poeta. Figura centrale del cerchio di scrittori del Misal (“Pensiero”), Slaveykov ha creato una nuova e moderna visione per la letteratura bulgara.

Statua di Aleko Konstantinov, uno scrittore bulgaro, conosciuto principalmente per il personaggio di sua invenzione Baj Gan’o, uno dei più popolari della letteratura bulgara.

Sofia, dove mangiare

Una delle cose che mi hanno più colpito di Sofia è il fermento e la ricchezza dell’offerta di posti dove bere e mangiare, uno diverso dall’altro e quasi tutti gestiti da giovani. Basta allontanarsi di qualche decina di metri dal viale principale per scoprire la vera anima della città!
Molto caratteristici sono sicuramente i ristoranti/locali all’interno degli appartamenti: case intere o piani, precedentemente adibiti ad abitazioni, che hanno mantenuto gli arredi originali e che ti fanno sentire “a casa”.

Uno di questi è The Apartment, un posto, gestito da alcune ragazze, dove ogni stanza è arredata con divani e poltrone. L’offerta va dalle torte salate ai pomodori ripieni, dai meravigliosi dolci a tè e tisane. Non c’è il servizio “al tavolo”, si va direttamente in cucina, si sceglie cosa mangiare (solo cibo vegetariano), si paga (solo contanti) e ci si accomoda dove si vuole. Vale assolutamente la pena farci un salto, anche solo per una pausa a metà pomeriggio!

Un altro posto super carino dove andare a pranzo/cena a Sofia è sicuramente il Made in Blue. Il locale è ospitato in una vecchia casa a tre piani e ogni stanza è arredata in maniera differente: tavoli intagliati, attrezzi alle pareti, comodi divani, stufe a legna. C’è anche un bellissimo giardino esterno. Il menù è meno tipico, più internazionale, e i prezzi seguono un po’ questa tendenza (restano cmq più rispetto ai nostri).

Quando sarete a Sofia e verso le cinque vi verrà un’incredibile voglia di un caffè e di una fetta di torta, potrete cercare il Black Label Coffee House and Bakery, dove tutti dicono ci sia il miglior caffè della città! Assolutamente da provare. E se prendete una fetta di torta, il caffè vi viene offerto. Il locale è in centro, in una parallela di bul.Vitosha.

Sofia non è solo street art e monumenti ma anche buon cibo balcanico. Un posto da non perdere è Divaka, nella sua sede storica di ul.6-ti septemvri 41А, o nella nuova sede di ul.William Gladstone 54.

Vi do comunque un consiglio spassionato: “Non andate a Sofia se siete a dieta!” …anzi no, riformulo: “Andate a Sofia ma la dieta lasciatela a casa!” 😉🇧🇬 La capitale della Bulgaria è ricca di posticini meravigliosi dove prendere un caffè e un dolcetto, così come di profumatissime panetterie che offrono specialità locali, tipicamente balcaniche. Vi lascio un paio di nomi ma basterà fare due passi tra le vie del centro per essere inebriati da colori e odori invitanti! Altruist (Urban cafe & Bakery, ul. “Ekzarh Yosif” 49), Black Label Coffee House and Bakery (43, ul. “Tsar Asen” I” 1000), CO – CO sweet and more (ul. “170-ta” 27, vicino al Museo dell’Arte Socialista), un posto piccolo e senza nome (🤣) ma meraviglioso (bul. “Vitosha” 1B).

Sofia, dove dormire

Io ho dormito a L’Opera House, nei pressi alla National Opera and Ballet di Sofia e a pochi minuti a piedi dalla cattedrale. Un edificio giallo su quattro piani, con camere accoglienti e confortevoli e una deliziosa colazione preparata dalle ragazze che gestiscono l’hotel.


Se volete vedere il mio album fotografico dedicato a Sofia, lo trovate a questo link su Flickr (pagina esterna al sito): Sofia

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