Alla scoperta di Kathmandu: tra templi, storia e tradizioni della capitale nepalese

Spread the love
Reading Time: 8 minutes

Kathmandu è stata la prima tappa del mio viaggio in Nepal, un paese che sognavo di visitare da tempo per la sua spiritualità, la natura maestosa e i colori intensi della vita quotidiana. Ho incluso la capitale in un tour più ampio che mi ha portata alla scoperta di antiche città della valle, templi induisti e buddhisti, paesaggi mozzafiato e villaggi ricchi di tradizioni. Ve ne parlo qua: Itinerario di viaggio in Nepal: tra spiritualità, natura e cultura.

Il mio incontro con il Nepal è iniziato proprio tra le strade trafficate e i vicoli affascinanti di Kathmandu, dove il caos si mescola alla devozione, e ogni angolo racconta una storia.

Ecco un itinerario con alcune delle cose da vedere assolutamente a Kathmandu.

Swayambhunath (Tempio delle scimmie)

Swayambhunath, meglio conosciuto come il Tempio delle Scimmie, è uno dei luoghi più affascinanti di Kathmandu, e una delle tappe imperdibili di qualsiasi viaggio in Nepal. Situato su una collina che domina la città, questo antico complesso religioso è un importantissimo luogo di culto sia per i buddhisti che per gli induisti, e offre una vista panoramica spettacolare sulla valle sottostante.

La storia di Swayambhunath affonda le radici in tempi antichissimi: si pensa che il sito risalga a più di 2.000 anni fa, anche se la grande stupa bianca centrale venne costruita intorno al V secolo. Il nome “Swayambhu” significa “autocreato”, e secondo la leggenda, questo luogo sacro nacque spontaneamente da un fiore di loto emerso in mezzo a un lago che un tempo copriva l’intera valle di Kathmandu.

La struttura è facilmente riconoscibile per la grande cupola bianca sormontata da un pinnacolo dorato e gli occhi onniveggenti del Buddha dipinti su tutti e quattro i lati della torre, simbolo di saggezza e compassione. Tutt’intorno, bandiere di preghiera colorate svolazzano nel vento, mentre i pellegrini girano in senso orario attorno allo stupa facendo girare le ruote di preghiera.

Il tempio è anche famoso per la numerosa colonia di scimmie che lo abita – da qui il soprannome di “Monkey Temple”. Le scimmie girano liberamente tra le scalinate, i santuari e gli alberi sacri, e anche se sono piuttosto abituate alla presenza umana, è sempre meglio tenere d’occhio zaini e snack!

Per raggiungere lo stupa principale bisogna salire una lunga e ripida scalinata di 365 gradini, ma la fatica viene ripagata da un’atmosfera carica di spiritualità, dal suono costante dei mantra e da una vista mozzafiato che da sola vale la visita. Consiglio di arrivare la mattina presto, sia per evitare la folla, sia per godere della luce più bella e del silenzio che avvolge il sito prima che la città si svegli del tutto.

Durbar Square

Durbar Square è il cuore storico e culturale di Kathmandu, un luogo che catapulta indietro nel tempo tra palazzi reali, templi secolari e scene di vita quotidiana che sembrano uscite da un altro secolo.

Il nome “Durbar Square” significa letteralmente “Piazza del Palazzo” e, infatti, qui si trova l’antico Palazzo Reale di Hanuman Dhoka, che fu la residenza ufficiale dei sovrani della città fino al XIX secolo. L’area raggiunse il suo massimo splendore tra il XII e il XVIII secolo, durante il regno dei re Malla, periodo in cui Kathmandu era uno dei tre regni rivali della valle (insieme a Patan e Bhaktapur).

L’intero complesso è un sito patrimonio UNESCO dal 1979, e pur avendo subito gravi danni a causa del terremoto del 2015, mantiene ancora un fascino straordinario. Molti edifici sono stati restaurati o sono in fase di ricostruzione, ma l’atmosfera autentica del luogo resta intatta.

Cosa vedere a Durbar Square

  • Hanuman Dhoka: il complesso del Palazzo Reale prende il nome da una statua del dio Hanuman posta all’ingresso. Il palazzo è un labirinto di cortili, sale reali e piccoli templi, alcuni dei quali ospitano oggi musei.
  • Kumari Ghar: uno degli edifici più affascinanti della piazza è la Casa della Dea Vivente, dove vive la Kumari, una bambina scelta secondo un rituale molto antico per incarnare la dea Taleju. Se sei fortunato, potresti intravederla affacciarsi a una finestra per benedire i visitatori.
  • Tempio di Taleju: il più alto della piazza, con i suoi tre tetti sovrapposti in stile pagoda. Questo tempio, costruito nel XVI secolo, è aperto al pubblico solo una volta l’anno, durante il festival di Dashain.
  • Statua di Kala Bhairav: una figura terrificante del dio Shiva nella sua forma distruttiva. Si dice che fosse usata anche come “macchina della verità”: chi mentiva davanti alla statua veniva punito dagli dei.
  • Tempio di Jagannath: celebre per i suoi bassorilievi piuttosto espliciti, che rappresentano scene erotiche – tipici dell’arte tantrica nepalese.

L’accesso a Durbar Square è a pagamento per i turisti stranieri (circa 1000 NPR, ma può variare). Conservate il biglietto, potrebbero chiederlo più volte nei diversi settori della piazza.

Pashupatinath

Pashupatinath è uno dei luoghi più sacri dell’intero Nepal e rappresenta il cuore pulsante dell’induismo nel Paese. Situato sulle rive del sacro fiume Bagmati, a pochi chilometri dal centro di Kathmandu, questo immenso complesso templare è dedicato a Pashupati, una delle forme del dio Shiva, venerato come “Signore degli Animali” e simbolo della creazione e distruzione dell’universo.

Il Tempio di Pashupatinath è molto più di un singolo edificio: è un’intera città sacra brulicante di sadhus, fedeli, pellegrini e visitatori. È considerato uno dei templi più importanti del subcontinente indiano dedicati a Shiva, tanto che ogni anno, soprattutto durante la grande festa di Maha Shivaratri, migliaia di pellegrini arrivano da India e Nepal per rendergli omaggio.

Il tempio principale, accessibile solo ai fedeli indù, risale al XV secolo, ma le sue origini si perdono nei secoli. Si dice che qui Shiva abbia assunto la forma di cervo per nascondersi nel bosco, e che il suo corno, spezzato dagli dei per costringerlo a rivelarsi, sia stato ritrovato in questo stesso luogo.

Cosa vedere a Pashupatinath

  • Il tempio principale: non accessibile ai non induisti, ma è possibile ammirarlo dall’esterno. Ha una caratteristica struttura a pagoda dorata, circondata da statue e intagli elaborati. All’interno si trova il sacro lingam di Shiva.
  • Le piattaforme di cremazione (ghats): sul fiume Bagmati si svolgono i riti funebri induisti. È una delle esperienze più intense del viaggio: qui si celebrano i funerali pubblici, secondo un’antichissima tradizione che prevede la cremazione all’aperto. I corpi vengono portati su barelle di bambù, cosparsi di incenso e fiori, e posti sulle pire funerarie. Dopo la cremazione, le ceneri vengono affidate al fiume, considerato sacro.
  • I sadhus: i famosi asceti induisti dal volto dipinto e l’aspetto iconico popolano il complesso. Alcuni vivono qui stabilmente, immersi nella meditazione; altri si prestano volentieri a qualche foto (in genere lasciando una piccola offerta in cambio).
  • Templi minori e santuari: tutto intorno si trovano decine di piccoli templi, statue e lingam votivi. Il lato orientale del complesso, con le piccole cappelle in pietra allineate lungo il fiume, è particolarmente suggestivo.
  • Arboreto sacro e ashram: nella parte superiore si trovano anche zone più tranquille, tra alberi secolari, piccole scuole spirituali e ashram dove i pellegrini trovano accoglienza.

Per i turisti stranieri l’ingresso è a pagamento (circa 1000 NPR). Il sito è aperto tutto il giorno, ma per assistere ai riti di cremazione e ai momenti di maggior attività spirituale è meglio visitarlo al mattino o nel tardo pomeriggio.

Visitare Pashupatinath non è solo vedere un luogo sacro, ma vivere un momento profondamente toccante. È una finestra sulla spiritualità induista, su una concezione della vita e della morte profondamente diversa da quella occidentale. E’ importante essere rispettosi: non scattare foto durante i funerali se non con molta discrezione, indossare abiti adeguati (spalle e ginocchia coperte) e mantenere un atteggiamento silenzioso e contemplativo.

Boudhanath Stupa

Il Boudhanath Stupa è uno dei luoghi più spiritualmente intensi di Kathmandu, nonché uno dei più grandi stupa buddisti al mondo. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO, questo gigantesco monumento sacro è il cuore pulsante del buddhismo tibetano in Nepal, ed è un luogo che conquista per la sua imponenza, il suo silenzio pieno di devozione e l’atmosfera mistica che lo circonda.

La cupola bianca dello stupa, sormontata da un pinnacolo dorato su cui campeggiano i celebri occhi del Buddha, rappresenta l’illuminazione e la saggezza che tutto osserva. Ai suoi piedi, la base circolare è adornata da 108 nicchie contenenti piccole statue di Buddha, mentre tutto attorno ondeggiano centinaia di bandiere di preghiera colorate che trasportano mantra e benedizioni con il vento. Lo stupa ha una struttura simbolica molto forte: la base quadrata rappresenta la terra, la cupola simboleggia l’acqua, la guglia dorata il fuoco, il parasole l’aria e la punta più alta l’etere, in un percorso spirituale che porta verso l’illuminazione.

Tutto intorno si sviluppa un quartiere vibrante abitato in gran parte da profughi tibetani, dove si trovano monasteri (chiamati gompa), scuole monastiche, negozi di artigianato, tazze cantanti e incensi, piccoli caffè e ristoranti vegetariani.

Il momento più magico per visitare Boudhanath è all’alba o al tramonto, quando le luci si ammorbidiscono e centinaia di lampade a burro iniziano a brillare. L’atmosfera si riempie di canti, profumo d’incenso e preghiere sussurrate. Anche di sera il sito rimane aperto e si può fare la kora in un silenzio quasi irreale. La kora è la camminata rituale in senso orario che circonda lo stupa: tibetani e nepalesi lo fanno mormorando mantra, sgranando i mala (rosari buddisti) o facendo ruotare le ruote di preghiera che costeggiano la base.

L’accesso alla piazza è a pagamento per i turisti stranieri (400 NPR a fine 2024). Il complesso è sempre accessibile, ma i negozi e i caffè aprono generalmente tra le 8:00 e le 20:00.

Thamel

Per fare shopping, mangiare o semplicemente godersi un po’ di atmosfera turistica, Thamel è il quartiere perfetto. Tra negozi di artigianato, ristoranti che servono cucina internazionale e locali dove ascoltare musica dal vivo, Thamel è il luogo ideale per immergersi nella vita notturna di Kathmandu.


Se vuoi vedere le mie foto di Kathmandu, le trovi nel mio spazio Flickr dedicato: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/albums/72177720323292268/

Leave a Comment