Adagiata lungo le sponde del fiume Erenik e incorniciata in lontananza dalle spettacolari vette delle Montagne Maledette (Bjeshkët e Nemuna), Gjakova è una città che conquista per la sua straordinaria forza e bellezza.
Dopo aver lasciato le atmosfere incantate di Prizren (Viaggio a Prizren: l’anima autentica e multiculturale del Kosovo), Gjakova è stata la tappa successiva del mio road trip in Kosovo, rivelandosi una sorpresa incredibile. Considerata una delle capitali dell’artigianato e della tradizione kosovara, questa splendida località si presenta oggi come un perfetto esempio di rinascita culturale. Passeggiare per il suo immenso centro storico significa camminare tra antiche locande ottomane e botteghe dove i maestri artigiani tramandano segreti secolari. Se Pristina è la modernità e Prizren l’eleganza multietnica, Gjakova ne rappresenta l’orgoglio, l’arte tradizionale e l’ospitalità più calorosa.
Un’eredità sospesa tra polvere da sparo e sogni di legno: la storia di Gjakova
Per cogliere l’essenza profonda di Gjakova bisogna fare un passo indietro, immaginando il rumore dei carri che secoli fa calpestavano questo stesso terreno. Verso la fine del Cinquecento, quella che era una semplice distesa di campi dedita a piccoli mercati agricoli visse una metamorfosi radicale. Tutto cominciò con l’intuizione di Hadum Aga, un dignitario locale che decise di edificare qui la splendida moschea che ancora oggi porta il suo nome. Come un sasso gettato in uno stagno, quella costruzione generò cerchi concentrici di botteghe, magazzini e alloggi. Nel giro di pochi decenni, quel crocevia rurale si trasformò nella Çarshia e Madhe, un mercato monumentale destinato a ridefinire l’economia della regione.
La fortuna della città fu scritta dalla geografia: Gjakova divenne l’ancora di salvezza e il punto di sosta obbligato per le carovane cariche di merci che facevano la spola tra le onde dell’Adriatico e il cuore pulsante dell’Impero Ottomano. I diari dei viaggiatori dell’epoca raccontano di un centro talmente dinamico da lasciare sbalorditi, un luogo dove centinaia di officine lavoravano incessantemente cuoio, tessuti d’oro e metalli battuti. Ma fu il legno la vera firma dei maestri locali. Le corporazioni artigiane di Gjakova divennero talmente influenti che i loro manufatti viaggiavano per migliaia di chilometri, finendo nelle case della nobiltà europea. Con il passare del tempo, oltre alla ricchezza, crebbe anche la coscienza politica. Nell’Ottocento la città si trasformò in una vera e propria fucina di idee e attivisti legati a filo doppio ai movimenti d’indipendenza nazionale.
Dalle ceneri del 1999 al miracolo della ricostruzione
Tutta questa secolare ricchezza visiva e culturale ha però rischiato di svanire in un soffio nella primavera del 1999. Proprio a causa di questo suo orgoglioso legame con le proprie radici, la città fu presa di mira in modo brutale durante il conflitto. Nel giro di pochissimi giorni, le fiamme appiccate dalle forze serbe divorarono la quasi totalità dell’antico bazar. Più di quattrocento botteghe storiche, la preziosa biblioteca secentesca e i porticati finemente intagliati vennero ridotti a una distesa silenziosa di cenere e carbone. Al termine della guerra, l’antico cuore pulsante della città non esisteva praticamente più.

Il motivo per cui oggi Gjakova lascia senza fiato non è solo la bellezza estetica, ma la forza della sua gente. Rifiutandosi di accettare la cancellazione della propria memoria, gli abitanti si rimboccarono le maniche fin da subito. Supportati da progetti internazionali come il piano “Gjakova 2000” promosso dall’agenzia USAID e dall’intervento dell’ONG Cultural Heritage without Borders, è iniziato un monumentale lavoro di rinascita collettiva. Legno dopo legno, pietra dopo pietra, l’intera mappa del bazar è stata ridisegnata esattamente dov’era, recuperando i materiali d’epoca e i segreti costruttivi dei vecchi maestri.
Camminando tra i vicoli, quel legno scuro racconta una storia che è l’esatto contrario di un museo polveroso: è il simbolo tangibile di una comunità che ha scelto di riprendersi il proprio passato per farne il proprio futuro.
Il Gran Bazar: il cuore pulsante della città
Il fulcro dell’attività cittadina è la Çarshia e Vjetër, un immenso mercato storico che si sviluppa per circa un chilometro su una superficie di oltre 34.000 metri quadrati, qualificandosi come il bazar più grande e antico di tutto il Kosovo. Questo lungo asse acciottolato è delimitato da una serie ininterrotta di botteghe in legno scuro.
Durante le prime ore della mattina, la zona si anima con l’apertura delle serrande artigianali e l’avvio delle caffetterie che servono i primi caffè balcanici della giornata. A poca distanza dai negozi tradizionali si trovano i Han, le antiche locande ottomane in pietra che un tempo ospitavano i mercanti di passaggio e che oggi sono state riconvertite in spazi commerciali e di ristorazione. La luce nitida del mattino rende ben visibili i dettagli architettonici delle facciate in legno, i tetti spioventi e l’allineamento regolare delle vecchie strutture.











Monumenti e luoghi storici di Gjakova
Il centro storico di Gjakova concentra in pochi chilometri una ricchezza monumentale legata alle tradizioni locali e alle arti artigianali:
- Moschea Hadum (Xhamia e Hadumit): situata all’ingresso del vecchio bazar, è stata costruita alla fine del XVI secolo per volere di Hadum Sylejman Efendia. È uno dei monumenti islamici più importanti del Paese; l’interno colpisce per le sue pareti finemente decorate con affreschi colorati che raffigurano cipressi, paesaggi naturali e decorazioni floreali uniche nei Balcani. [1]
- La Torre dell’Orologio (Sahat Kulla): svetta fiera sopra i tetti del centro storico ed è diventata uno dei simboli grafici di Gjakova. Originariamente abbattuta durante i conflitti, è stata ricostruita fedelmente seguendo i disegni storici e testimonia il patrimonio architettonico ottomano della città.
- La Via dei Produttori di Culle: una sezione speciale e pittoresca del bazar vecchio dedicata interamente alla lavorazione del legno. Gjakova è celebre in tutta la regione per le sue culle neonatali in legno dipinte a mano; ancora oggi è possibile spiare nei laboratori e vedere gli artigiani intagliare questi straordinari oggetti della tradizione familiare.
- Hani i Haraçisë: questa magnifica e antica locanda ottomana in legno, con il suo grande porticato e il cortile fiorito, ha accolto mercanti e viaggiatori per secoli. Oggi la struttura è stata splendidamente riconvertita in un ristorante tradizionale che conserva intatti gli arredi, i soffitti in legno lavorato e l’atmosfera folcloristica di un tempo.
- Casa Tradizionale della Famiglia Qerkezi (Museo Storico 1999): un luogo intimo e toccante situato poco fuori dalle vie commerciali. Questa casa-museo racconta la dolorosa storia recente della città e la memoria della guerra del 1999 attraverso gli oggetti quotidiani, le stanze lasciate intatte e la straordinaria testimonianza di resistenza e accoglienza della famiglia.






Le Tekke del Sufismo (Monasteri dei Dervisci)
Gjakova è uno dei principali centri spirituali del misticismo islamico nei Balcani, caratterizzato dalla presenza di storici complessi religiosi appartenenti a diverse confraternite (tarikat):
- Teqja e Madhe (La Grande Tekke): Fondata nel 1582 da Shejh Sulejman Axhiza Baba, appartiene all’ordine Saadi ed è riconosciuta come la tekke più antica di tutta la penisola balcanica per questo specifico orientamento. Il complesso conserva una forte valenza architettonica e culturale.
- Tekke di Shejh Emin: Costruita nel 1730 dal noto architetto e leader spirituale Shejh Emin, si distingue per l’eleganza delle sue linee strutturali e per il cortile interno che funge da oasi di silenzio.
- Tekke dei Bektashi: Situata nel centro storico, questa tekke (fondata originariamente nel 1790) ha storicamente custodito una preziosa biblioteca ricca di manoscritti rari in lingua albanese, persiana e ottomana, andata purtroppo in gran parte distrutta nei roghi del 1999. L’edificio odierno è stato riedificato conservando i canoni simbolici dell’ordine derviscio.




Dove dormire a Gjakova
La struttura ricettiva principale per soggiornare a ridosso del nucleo antico è l’Hotel Çarshia e Jupave. L’albergo occupa una posizione baricentrica, posizionandosi a pochissimi passi dagli accessi del Gran Bazar e in prossimità del corso del fiume Krena. A livello architettonico, il design esterno e la pietra della facciata riprendono le sembianze delle tradizionali case-torre della regione (le kulla), mentre gli ambienti interni vedono una forte presenza di finiture in legno. Per chi viaggia in auto, un servizio integrato di rilievo è il garage sotterraneo privato e gratuito, un’opzione che agevola la logistica e la sosta sicura dei veicoli durante un itinerario su strada.


Dove mangiare: la cucina tipica
Il comparto gastronomico locale riflette le storiche influenze balcaniche e ottomane, caratterizzandosi per l’ampio uso di carni cotte alla brace e di stufati tradizionali preparati all’interno di recipienti in terracotta. Per scoprire la produzione culinaria del territorio, l’offerta cittadina si divide in diverse categorie di ristoro:
- Ristoranti Tradizionali: La sala interna dell’Hotel Çarshia e Jupave propone un menù focalizzato sulle ricette della tradizione e su tagli di carne cucinati direttamente su piastre di pietra rovente. Nel cuore del mercato, l’antico stabile storico di Hani i Haraçisë offre la possibilità di consumare i pasti all’interno di un’autentica locanda d’epoca commerciale. In alternativa, il ristorante Ku Zinë assicura un assortimento di specialità locali in un ambiente dalle caratteristiche prettamente domestiche.
- Grill House e Soste Veloci: Per il consumo di piatti rapidi a base di piccoli spiedini e polpette speziate alla griglia (qebapa), i punti di riferimento urbani sono rappresentati dalle insegne storiche di Jaki Grill e della GRILL HOUSE Gjakovë, quest’ultima attiva sul territorio da diverse generazioni.
- Caffetterie e Pasticcerie: Per il consumo di bevande calde all’interno dell’area pedonale, il caffè Amici costituisce uno dei principali centri di aggregazione sociale del distretto. Subito a ridosso dell’hotel, si trova inoltre una pasticceria artigianale, ideale per l’acquisto e la degustazione dei tipici prodotti dolciari della regione balcanica.








Una deviazione imperdibile: il Monastero di Decani
La posizione geografica di Gjakova è ideale anche come base per esplorare i grandi tesori artistici della regione. La città si trova infatti a pochissimi chilometri dallo straordinario Monastero di Decani (Visoki Dečani), il celebre gioiello ortodosso medievale protetto dall’UNESCO. Questo monastero trecentesco, immerso in una foresta di castagni e ancora oggi sorvegliato dai militari della KFOR per la sua eccezionale importanza storica e religiosa, custodisce la più grande collezione di affreschi bizantini medievali giunta intatta fino a noi.
