Il Cairo

Un giorno a Il Cairo, cosa vedere nella meravigliosa capitale dell’Egitto

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Itinerario di una giornata alla scoperta della capitale dell’Egitto, Il Cairo, tra moschee, storia antica e realtà moderna.

Il Cairo

Cosa vedere in una giornata a Il Cairo, la capitale dell’Egitto? Tralasciando il Museo Egizio, che da solo richiederebbe almeno mezza giornata di visita, il mio itinerario si è concentrato sulla visita ai luoghi più importanti della città.

La visita è stata organizzata con l’appoggio dell’hotel dove soggiornavo, che ci ha fornito un’auto privata con autista; non ho scelto l’accompagnamento di una guida e, rispetto all’itinerario proposto (molto simile come offerta in ogni hotel), ho fatto delle aggiunte non previste ma secondo me assolutamente imperdibili.

Il Cairo Islamico

La parte islamica de Il Cairo è inserita a pieno titolo nella lista Unesco del Patrimonio dell’Umanità e conserva la più alta concentrazione di monumenti islamici medievali dell’intero Paese. Passeggiando per i vicoli lo sguardo si perde tra un palazzo e l’altro, tra decori, intagli e abbellimenti. Questa parte della città fa parte della città fortificata fondata dai Fatimidi nel 969, la “Cairo storia”. La maggior parte delle mura che cingevano la città sono andate perse, ma nelle vie principali si trovano ancora decine e decine di monumenti che riescono a dare un’idea di quanto splendida fosse la città.

Il Bazar

Il punto d’inizio della passeggiata alla scoperta del Cairo islamico è senza dubbio il Bazar Khan el-Khalili. Questo luogo, nato come caravanserraglio (khan) per accogliere i mercati di passaggio e le loro merci, fu costruito nel 1380 dall’emiro Giarkas el-Khalili. Distrutto nel XVI secolo, conserva ancora dei grandi portali di pietra a testimonianza dell’antichità del luogo, che è rimasto nel corso dei secoli l’anima commerciale della città. Il mio consiglio è quello di visitarlo di mattina per evitare che si accalchi troppa gente. All’interno del bazar merita una tappa il Café Fishawi, la più antica e famosa sala da caffè de Il Cairo.

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Bein al-Qasrayn (“Tra i Palazzi”)

Una delle aree più affascinanti del bazar è Shariah al-Mu’izz, zona dove si trovano palazzi, moschee, caravanserragli e madrase tra i più belli de Il Cairo. Lungo la strada si possono ammirare i portali delle monumentali Madrasa e Mausoleo del Sultano Qalaun, il Palazzo Beshtak e il Sabil-Kuttab di Abdel Rahman Katkhuda; i palazzi originali fatimidi caddero in rovina nel corso dei secoli ma rimangono alcune testimonianze molto significative inserite all’interno di complessi ricostruiti in epoca mamelucca.

Il primo di questi edifici è la Madrasa e Mausoleo del Sultano Qalaun (1285), contraddistinto da una porta di bronzo e da decorazioni con intarsi, stelle e fiori alle pareti. Varcata la soglia d’ingresso si aprono due zone distinte: sulla sinistra la madrasa (scuola coranica) e sulla destra il mausoleo, ispirato alla Cupola della Rocca di Gerusalemme, con pareti policrome intarsiate e pannelli di marmo che riportano il nome di Maometto. Il corpo del Sultano Qalaun si trova sotto la cupola, dove riposa sorretto da quattro colonne di granito rosa.

Il secondo edificio è la Madrasa e Mausoleo di An-Nasi Mohammed (1304), costruita durante il regno mamelucco di en-Naisr assieme ad altre trenta moschee (la più famosa è quella nella Cittadella). La struttura si caratterizza per le evidenti influenze architettoniche africane e per il portale gotico in marmo bianco, che fu portato qui da una chiesa di Acri (Israele) al termine delle guerre con i Crociati.

Il terzo edificio è la Madrasa e Mausoleo di Barquq (1386), costruita durante in periodo di carestia del Paese e contraddistinta da un portale di marmo bianco e nero attraverso il quale si accede ad un corridoio ricoperto da un magnifico soffitto a volta.

Proseguendo oltre i tre palazzi spicca all’occhio il Sabil-Kuttab di Abdel Rahman Katkhuda (1744), una scuola coranica affiancata da una parte residenziale e da una fontanta pubblica (sabil). L’accostamento tra scuola e acqua è una simbologia coranica che espia i peccati attraverso l’acqua per gli assetati e gli insegnamenti spirituali. Subito sulla destra si trova inoltre il Qasr Beshtak (1337), un palazzo storico in stile cairota perfettamente conservato.

La Cittadella

La Cittadella sovrasta la citta de Il Cairo fin dal 1176, anno in cui fu fondata dal condottiero musulmano Saladino. E’ divisa in tre zona principali, contraddistinte da mura e torri, costruite con i blocchi di pietra che furono sottratti alle Piramidi di Giza. Inizialmente pensata come postazioni militare difensiva, fu per lunghi secoli la dimora dei Governatori d’Egitto (fino al XIX secolo). Oggi è sede di numerosi musei e ospita diverse moschee. E’ uno dei posti che ogni persona in visita a Il Cairo decide di vedere e, per questa e per altre ragioni, è estremamente vigilata dalle forze di polizia (a partire dalla zona di accesso che si apre su un ampio piazzale nel quale si trova la biglietteria).

La prima moschea che si incontra salendo verso il cuore della Cittadella è la Moschea di Muhammad en-Nasir, costruita tra il 1318 e il 1335 e raro esempio rimasto degli edifici precedenti al 180 (quando Muhammad Alì eliminò la maggior parte dei monumenti antecedenti). Di particolare rilievo sono i minareti che conservano ancora in parte il rivestimento originale di ceramica colorata blu e verde, di ispirazione iraniana. L’interno della moschea è classico, con portici e colonne di epoca antica (riciclate da altre strutture)e controsoffitto in legno decorato.

Proseguendo si incontra la Moschea di Alabastro di Muhammad Alì. La struttura della moschea ricorda la Moschea Blu di Istanbul, in un tipico stile ottomano ben diverso da quello tradizionale egiziano. La struttura è in gran parte rivestita da calcare alabastrino (fu completata dopo 18 anni di lavori), ha minareti sottili e alti fino a 77 metri; l’interno è coperto da centinaia di tappeti ma ciò che risalta sono le volte dagli stucchi colorati, le cupole e le 365 lampade di cristallo che pendono dal soffitto. Sulla destra rispetto all’entrata, riparata da una grata di bronzo, si trova la tomba di Muhammad Alì.

La Moschea di Alabastro sorge in uno dei punti più elevati della Cittadella, nonché uno dei più panoramici: dalle terrazze si può infatti ammirare uno spettacolare panorama de Il Cairo e si possono distinguere diverse altre moschee, come quella di Ibn Tulun o quella di Ed-Rifai con a fianco la Madrasa del Sultano Hassan. All’esterno merita inoltre di essere vista la fontana delle abluzioni.

Tre moschee da non perdere

Dovendo limitare la visita de Il Cairo alle cose principali, sono tre le moschee che vi consiglio di inserire nel vostro itinerario: la Moschea El-Azhar, la Moschea del Sultano Hassan e la Moschea di Ibn Tulun.

Moschea El-Azhar

Moschea fondata nel 972 dai Fatimidi (sciiti), era un luogo di culto e di insegnamento, ed è tuttora annessa ad una delle più antiche e importanti Università del mondo islamico. Fin dagli albori qui si insegnavano scienze come la filosofia, la chimica, l’astronomia. Il nome significa “la splendida”. Nel 1176, in seguito alla conquista dell’Egitto da parte di Saladino e all’imposizione dell’Islam sunnita la moschea venne chiusa e riaperta solamente nel XIII secolo come sede di studi universitari da parte di mamelucchi.

La moschea ha una struttura classica: un cortile centrale circondato da portici sorretti da oltre 300 colonne di marmo. L’effetto ottico è meraviglioso, grazie al pavimento lucido che riflette il portico e i minareti. Questi ultimi, tre, sono uon differente dall’altro: quello più grande è il Minareto del Sultano el-Ghuri (1510), affiancato dal Minareto del Sultano Qaitbey (1469) e dal Minareto e dalla Cupola della Madrasa di Amir Aqbugha (1340). La fontana delle abluzioni tuttavia, contrariamente alla maggior parte delle moschee, non si trova al centro del cortile ma all’esterno di uno dei porticati. La sala di preghiera interna è molto ampia e decorata secondo la tradizione.

Moschea del Sultano Hassan

Moschea fondata nel 1362, è uno dei capolavori dell’architettura islamica. E’ abbinata ad una madrasa (scuola islamica). Vista dall’esterno la struttura appare molto elegante e sobria, con un minareto originale di 85 metri (il più alto della città) e un secondo minareto più basso ricostruito dopo i danni di un terremoto. Si accede al cortile interno tramite una scalinata, passando sotto un portale di 26 metri con la volta decorata da stalattiti (muqarnas) e attraversando un vestibolo. Quello che si apre davanti è un cortile ampio (36×32 metri) con un pavimento di marmo ad intarsi policromi e una fontana ottagonale sormontata da una cupola sorretta da otto colonne al centro. Le sale laterali sono rialzate e sono riservate alle quattro scuole di pensiero dell’Islam ortodosso. Le pareti della sala della preghiera sono decorate con una fascia dove sono riportati passi del Corano.

A fianco si trova la Moschea di Er-Rifai (1912) dove sono sepolti diversi membri della famiglia reale, tra i quali l’ultimo re d’Egitto, Fuad e Faruk, mancato nel 1965.

Moschea di Ibn Tulun

Moschea costruita nell’879 da Ahmad Ibn Tulun, un governatore di origine turca ma cresciuto in Iraq, è la più antica dell’Egitto. Le origini del governatore si riflettono nell’architettura della costruzione che è arrivata pressochè intatta ai giorni nostri, a parte la fontana per le abduzioni al centro del porticato e il minareto, entrambi rifatti nel 1296. La moschea è circondata da una doppia cinta muraria che crea un corridoio di 19 metri di larghezza quasi interamente percorribile (ziyada, estensione). Il cortile centrale è molto ampio, con al centro la fontana per le abduzioni, ed è circondato da portici che si aprono su diverse sale, tra cui la sala di preghiera rivolta verso la Mecca.

Il pezzo più particolare della moschea è però il minareto, con una scala esterna elicoidale che avvolge una struttura a tre sezioni (quadrata, circolare e ottagonale) e culmina con una riproduzione di una barca in miniatura sulla sommità (questa è una particolarità unica perchè i minareti solitamente terminano con la falce di luna). E’ una moschea poco frequentata dai turisti, un luogo di silenzio e pace.

Il Cairo copto

Questa zona della città, detta anche Il Cairo vecchio, si identifica con l‘antica Babilonia, la città greco-romana che divenne in seguito il cuore della comunità copta egiziana. E’ una zona separata rispetto al resto della città, quasi raccolta su se stessa, con una grandissima concentrazione di sinagoghe e chiese.

Questa è la parte di città dove sono concentrate chiese e sinagoghe. È quasi una città a parte e non soltanto perché è presidiata da guardie armate (come tutti i luoghi turistici o di culto della città), ma perché lungo le sue strade sembra proprio di trovarsi in una città nella città. Peccato non aver avuto tempo di fermarsi un attimo ad uno dei tavoli all’aperto dei tanti caffè affacciati lungo il viale d’entrata, mi sarebbe piaciuto osservare l’andirivieni di questa parte di città, a prima vista più tranquilla e rilassata rispetto alla zona centrale.

Il primo luogo di culto che si incontra lungo il viale di accesso alla cittadella copta è la Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio (1909). Proseguendo appena oltre, ma assolutamente poco visibile rispetto alla strada principale perché su un livello più basso, si trova l’accesso alla città vecchia. Si apre quindi un mondo fatto di vicoli stretti circondati da palazzi di mattoni color ocra, di piazzette su cui si possono vedere mercatini di antichità (più o meno turistiche), di chiese, conventi ed altri edifici religiosi. Meritano una visita in particolare la Chiesa di San Sergio, dove la tradizione dice abbia trovato rifugio la Sacra Famiglia durante la Fuga in Egitto, la Chiesa di Santa Barbara dell’XI secolo, la Sinagoga di Ben Ezra che è la più antica dell’Egitto, e il Museo Copto.

Ovviamente in una giornata non si può assolutamente dire di aver visto una città immensa come Il Cairo, ma spero di avervi raccontato le cose principali e di avervi fatto venir voglia di pensare alla capitale dell’Egitto come una possibile meta da scoprire.


Se volete vedere il mio album fotografico dedicato a Il Cairo, lo trovate a questo link su Flickr (pagina esterna al sito): Il Cairo.

Se volete leggere i miei post sull’Egitto, guardate qui sotto!

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