Riga, Casa delle Teste Nere

Cosa vedere a Riga: 4 giorni nella capitale della Lettonia

Alla scoperta di Riga, capitale della Lettonia, tra il centro storico medievale, le vie del liberty, le memorie russe e lo sguardo al futuro.

Riga, Casa delle Teste Nere
Riga, Casa delle Teste Nere

La Città Vecchia

Questa zona risale all’inizio del XIII secolo ed è caratterizzata da chiese, case delle corporazioni, magazzini e abitazioni borghesi in stile Gotico baltico, con intermezzi Liberty. La zona è stata devastata durante le guerre mondiali ma tutto è stato ricostruito secondo le fattezze originali con scrupolo ed attenzione. Questa parte di Riga si può vedere in una giornata, comprendendo l’entrata nelle chiese principali e in un paio di case-museo. È piccola ma ricca di attrazioni importanti!

Tra le cose imperdibili ci sono: la Casa delle Teste Nere, unione di commercianti ambulanti che avevano come patrono San Maurizio (africano, secondo la tradizione) con davanti la Statua di Rolando, tipica dei paesi Anseatici; il Municipio e l’Albero di Natale commemorativo (i lettoni sono fermamente convinti che a Riga, nel 1510, sia stato eretto il primo albero di Natale); la Statua dei Musicanti di Brema (i quattro animali, a differenza degli omonimi tedeschi, guardano attraverso una fessura della “cortina di ferro” che divideva l’Europa durante gli anni della Guerra Fredda); il Monumento ai Fucilieri Lettoni, dal significato piuttosto controverso: essendo costruita in marmo rosso ci si chiede se voglia ricordare solamente le unità dei fucilieri comunisti… la storia da queste parti è piuttosto complicata; la Casa dei Gatti (1909), legata ad una leggenda popolare: si narra che il proprietario, un commerciante in rotta con la Grande Gilda, avesse posizionato sul tetto moltissime statue di gatti neri con il posteriore rivolto verso la casa delle Gilde; l’uomo, processato per l’affronto, fu condannato a girare le statue; Casa Mentzendorff (1659), che ospita una interessante mostra sulla vita quotidiana a Riga tra il XVII e il XVIII secolo e il centro tedesco-baltico lettone; la Chiesa di San Pietro (1209), ora ospita mostre e concerti (merita salire con l’ascensore fino alla piattaforma panoramica della torre, attenzione che i primi tre piani si fanno però a piedi); il Cortile di San Giovanni (XII secolo) che conserva ancora una parte delle antiche mura cittadine; la Statua dedicata a Sherlock Holmes (“The Adventures of Sherlock Holmes and Dr. Watson” è una serie della televisione sovietica ispirata alle avventure del detective girata proprio qui a Riga nel 1979); i “Tre Fratelli” di Riga, così chiamati per pareggiare le “Tre Sorelle” di Tallin (l’edificio a destra con il frontone a gradoni gotico è una delle abitazioni più antiche della città (XV secolo), quello al centro è dello stesso periodo ma rinnovato in stile olandese nel 1646, quello a sinistra ha il frontone barocco ed è del XVII secolo); il Castello di Riga, originariamente fortezza dell’Ordine teutonico, oggi la residenza del Presidente lettone; la Chiesa di San Giovanni (1234) e l’Ekes Konvent (1435); Doma Laukums con il Duomo di Riga (1211) dove vale la pena entrare per sentire il suono del magnifico organo Walcker del 1884 costituito da 6718 canne: la più piccola misura 13 millimetri e la più grande 10 metri; Piazza dei Livi, piazza anonima durante il giorno ma piena di locali e gente di sera; la Grande Gilda (1857), in stile Gotico inglese.

L’Art Nouveau

Merita la pena dedicare mezza giornata del soggiorno a Riga alla ricerca dell’Art Nouveau nel quartiere a nordest del Parco Kronvalda. È uno dei quartieri più belli e ricchi della città, con edifici che coprono tutta la varietà di questa corrente dell’architettura dell’inizio del XX secolo. L’Art Nouveau si impose a Riga come reazione nei confronti dello Storicismo precedente e delle sue opere piuttosto grottesche. L’arte doveva entrare nel mondo quotidiano attraverso le cose e gli oggetti, cercando nuove forme. I maggiori esponenti furono Michail Eisenstein e Konstantïns Pēkšēns, la cui casa è stata trasformata nel Museo dell’Art Nouveau. Le vie dei palazzi Liberty sono Alberta Iela e Antonijas Iela.

Dopo aver esplorato il quartiere che si sviluppa attorno a Antonijas Iela, tappa imperdibile è il Museo dell’Art Nouveau. La piccola collezione è dedicata alle opere di Konstantïns Pēkšēns, che in passato abitò nell’appartamento. Molto bella è la tromba delle scale, magnificamente dipinta.

La Libera Repubblica di Miera Iela

Considerato per molti anni il quartiere malfamato di Riga, Miera Iela presenta ancora oggi facciate decadenti e marciapiedi rotti. Qualcosa però nel corso degli anni è cambiato e, dietro all’aspetto trasandato, si cela un quartiere di caffè originali, officine e gallerie. La zona non è comparabile ai quartieri hipster di altre grandi città europee, l’intento dei suoi fondatori era solamente quello di creare una zona con attività economicamente ed ambientalmente sostenibili. Negli ultimi anni gli affitti sono schizzati alle stelle e purtroppo parecchie persone se ne sono andate. Rimangono comunque alcuni bar interessanti, alcuni negozi di artigianato e design lettone, un salone da tè. Lungo Miera Iela si trovano anche la fabbrica del cioccolato Laima (maggior produttore baltico) e l’ex Fabbrica di tabacco, sede di concerti e mostre d’arte contemporanea.

Rientrando a piedi da Miera Iela verso in centro storico, si passa per la primissima periferia di Riga, zona caratterizzata da viali ampi e rettilinei, dove si svolge la vita quotidiana degli abitanti, che vengono da queste parti per shopping e divertimento, tra piccoli caffè, attività commerciali, gallerie d’arte e piccole librerie.

Il quartiere russo

La prima tappa alla scoperta di questo quartiere di Riga è sicuramente la salita al 17 piano del Palazzo dell’Accademia lettone delle Scienze. Il palazzo fu costruito durante gli anni ’50 per volere di Stalin, che intendeva donarlo al popolo lettone, su modello delle Sette Sorelle moscovite e del Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia. Nonostante la valenza artistica, il palazzo è diventato uno dei simboli del cinquantennio di occupazione sovietica della Lettonia, tanto che è soprannominato in modo ironico come “Cremlino” o “Torta di compleanno di Stalin”. Dalla terrazza si può ammirare il panorama di Riga a 360°. Vi si accede in ascensore (fino al 15° piano, poi a piedi).

La seconda tappa è al Riga Central Market. I cinque padiglioni del Mercato hanno una storia particolare: inizialmente i committenti volevano ricostruire a Riga due hangar per Zeppelin (dirigibili). Tuttavia, per motivi igienici si optò per una costruzione di mattoni e cemento armato, e vennero usati elementi degli hangar solo per il tetto. Aperto nel 1930, è uno dei mercati più grandi e moderni d’Europa ed il maggiore dei Paesi Baltici. I padiglioni, alti 35 metri, ospitano separatamente banchi di pesce, carne, frutta&verdura, latte e gastronomia. All’esterno si trovano fiori, scarpe e vestiti, altra frutta, oggetti domestici e l’immancabile paccottaglia. È un luogo affascinante ma fa capire, soprattutto la parte esterna, quanto dura sia la vita da queste parti per alcune persone, soprattutto anziane.

Per completare la scoperta del quartiere russo di Riga la scelta migliore è quella di “perdersi” tra le strade. È una zona difficile della città, un pochino decadente (ma sicura, con le dovute e normali accortezze), piena di casette in legno, grandi edifici e chiese ortodosse.

Una passeggiata tra verde e blu

Il Canale di Riga circonda la città vecchia. L’area circostante, un terreno incolto, nel 1856 fu trasformata in un bellissimo parco. Si può passeggiare piacevolmente tra aiuole fiorite, ponticelli e statue commemorative. Ad un’estremità dell’area verde si trova l’Opera Nazionale Lettone, in stile neoclassico. Ci si può anche imbarcare dal porticciolo nel parco per un piacevole giro sul fiume Daugava; il giro dura un’oretta e costa 15€. Si percorre il canale interno, poi si fa un lungo tratto (ondoso) sul fiume fino alla parte della darsena, per poi rientrare tramite il canale.

Nelle vicinanze ci sono un paio di posti che meritano una visita. Il grattacielo del Radisson Hotel Latvia: tutti i giorni dalle 18 in poi si può salire al 26° piano con l’ascensore per ammirare la città dall’alto sorseggiando un cocktail allo Skyline Bar. Il Monumento alla Libertà: alto 42m, ha sulla cima una statua in rame (Milda per gli abitanti di Riga). Fu inaugurato il 18 novembre 1935 in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della proclamazione della libera Repubblica della Lettonia. La Cattedrale della Natività di Cristo, la più grande chiesa russo-ortodossa del Paese, contraddistinta da quattro cupole dorate piccole e una più grande.

Dall’altra parte del fiume

La Biblioteca Nazionale Lettone è un edificio ideato da Gunārs Birkerts, la cui costruzione durò più 25 anni (progetto del 1989, apertura al pubblico nel 2014). È alta 68m e ha 13 piani. La struttura richiama una montagna di vetro, facendo riferimento a due miti lettoni: la poesia “Il cavallo d’oro” (Rainis), in cui una principessa viene liberata dal sonno eterno sulla cima di una montagna di vetro, e la leggenda del “Gaismas pils”, che narra come il popolo lettone ritrovò la sua libertà solo dopo la ricomparsa del Castello della Luce. La biblioteca si può visitare tutti i giorni ma solo di sabato e domenica è aperto l’accesso ai piani 11-12 da cui si gode di una vista meravigliosa sulla città.

Ķīpsala è uno dei quartieri più belli della città, al di là del ponte Vanšu. Una piccola isola sulla riva sinistra del fiume Daugava dalla cui via principale lastricata, Balasta Dambis, si gode di una magnifica vista sulla città vecchia e sul porto, fiancheggiati da case in legno accuratamente ristrutturate.

La zona di Āgenskalns, da esplorare per tre motivi principali. Vedere Āgenskalns Tirgus, il mercato più antico e tradizionale sulla riva sinistra di Riga; l’edificio del mercato di Agenskalns è uno degli esempi nazionali di Art Nouveau del XX secolo. Vedere il quartiere Kalnciema, formato da case in legno perfettamente ristrutturate. Sei di queste sono ad un piano solo ed ospitano studi di design, negozi e un tranquillo caffè. All’esterno ogni sabato si svolge un mercato popolare, oltre a concerti, mostre e rappresentazioni teatrali. Vedere una zona di Riga fuori dal classico circuito turistico, per guardare cosa fa la gente, dove e come vive, scoprire i negozi, le strade, le case…

Gita sul Mar Baltico

A poco meno di mezz’ora di treno da Riga si trova Jurmala, la più antica stazione balneare del Mar Baltico. La zona è caratterizzata da strade e viali idilliaci, costellati di ville eleganti del XIX secolo e meravigliose casette in legno dell’inizio del XX secolo. La spiaggia è bianca e ventosa e l’acqua ha tonalità scure ma è molto piacevole passeggiare sulla banchina e respirare l’aria di mare.
Jurmala si sviluppa in diversi quartieri: se avete voglia di fare una passeggiata potete arrivare a Majori e rientrare a piedi, lungo la spiaggia o lungo la pista ciclopedonale che corre parallela, fino a Bulduri, per poi riprendere il treno.

Dove dormire a Riga

Ho soggiornato per 4 notti all’Hotel Justus, in centro, vicino al Duomo e di fronte all’edificio Art Nouveau più bello della città (ultima di queste foto). Le camere sono ampie e spaziose, tutte diverse una dall’altra. La mia, in particolare, aveva parte delle pareti con i mattoni a vista, alcuni addirittura risalenti ad una parete dell’antico Duomo. La colazione, abbondante e prevalentemente salata, al momento può essere servita solo in camera (oltre alla stanza con il letto e al bagno, la mia sistemazione aveva un’altra stanza con tavolino e sedie).
Le parti comuni dell’albergo sono molto caratteristiche e piacevoli. In tempi non-Covid (speriamo presto) l’albergo ha anche la sauna e il ristorante. È un 4*, prenotando direttamente dal loro sito ho pagato 156€ per 4 notti, colazione inclusa.

Dove mangiare a Riga

Vi consiglio l’Alus sēta, ristorante self-service di cucina casalinga lettone. Piatti semplici e tipici preparati praticamente al momento, prezzi più che ragionevoli, birra della casa molto buona. Si può cenare fuori, davanti al locale in una strada pedonale, o dentro se muniti di GreenPass.

Per una pausa caffè molto piacevole in centro cercate la Parunāsim Kafe’teeka. Se siete a Miela Iera invece, lungo la strada principale, vale la pena fare una tappa al Mierā15.

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