Matera è stata l’ultima tappa di un viaggio di inizio novembre tra Puglia e Basilicata, un percorso lento tra paesi bianchi, scogliere affacciate sull’Adriatico e vicoli silenziosi intrisi di storia. Dopo aver visitato Otranto, Lecce, Ostuni e Alberobello, siamo arrivati a Matera partendo da Bari, con la voglia di vedere dal vivo quei Sassi scavati nella roccia che tante volte avevo solo immaginato in foto.
In un giorno, Matera regala molto più di quanto si pensi: camminare tra le case-grotta, salire scalinate di pietra consumate dal tempo, affacciarsi sui canyon al tramonto. Un paesaggio che sembra fuori dal tempo, capace di sorprendere anche dopo chilometri di meraviglie già vissute.
Noi siamo arrivati la sera e abbiamo pernottato nel cuore della città alta, scegliendo il San Domenico Al Piano, un piccolo boutique hotel ricavato in un palazzo storico con camere eleganti e una vista suggestiva sui Sassi. La posizione è perfetta per godersi la tranquillità serale e partire il giorno dopo con il passo giusto per la visita.
Il giorno successivo abbiamo dedicato tutta la giornata a esplorare Matera, lasciandoci incantare dai suoi vicoli e dalle sue chiese rupestri, per poi tornare a dormire ancora in città e ripartire il mattino seguente verso Bari, con il ricordo di un luogo che rimane dentro.
Cosa sapere prima di visitare Matera
Come arrivare:
Matera non ha una stazione ferroviaria Trenitalia. Si raggiunge facilmente in auto o con i treni regionali Ferrovie Appulo Lucane (FAL) da Bari (circa 1h40). Dalla stazione di Matera Centrale, si arriva a piedi nel centro in una decina di minuti.
Dove parcheggiare:
Se si arriva in auto, conviene lasciare la macchina fuori dal centro storico. Il Parcheggio di via Rocco Scotellaro è comodo e si trova vicino alla stazione.
Periodo consigliato:
I mesi migliori per visitarla sono aprile-maggio e ottobre-novembre. In estate può essere molto calda e affollata, mentre l’autunno le regala colori più tenui e giornate ancora miti.
Scarpe comode obbligatorie:
Matera si esplora a piedi. Scalinate, vicoli irregolari, discese e salite sono ovunque. Le scarpe da ginnastica o da trekking urbano sono essenziali.
Un po’ di storia di Matera
Matera è considerata una delle città abitate più antiche del mondo: i suoi primi insediamenti risalgono al Paleolitico. La particolarità del suo centro storico sta nei Sassi, abitazioni scavate direttamente nel tufo, che si sono sviluppate nei secoli come un sistema urbano complesso fatto di case, cisterne, chiese rupestri e stalle, tutte intrecciate tra loro.
Per molto tempo, però, questa unicità è stata legata a condizioni di grave povertà. Negli anni ’50, i Sassi vennero definiti “vergogna d’Italia” per le condizioni di vita insostenibili: gli abitanti furono trasferiti in nuovi quartieri e il centro rimase abbandonato per decenni.
A partire dagli anni ’80 è iniziato un lento percorso di recupero che ha portato Matera a rinascere, fino al riconoscimento UNESCO nel 1993 e alla nomina come Capitale Europea della Cultura nel 2019. Oggi Matera mostra con orgoglio la sua storia e camminare tra i suoi Sassi significa attraversare secoli di memoria, trasformazione e resilienza.
Itinerario a piedi: cosa vedere a Matera in un giorno
Un giorno non basta per conoscere Matera fino in fondo, ma è sufficiente per coglierne l’anima. L’ideale è partire dalla zona alta e scendere gradualmente nei Sassi, per poi risalire nel pomeriggio con tappe panoramiche.
Si può iniziare la visita da Piazza Vittorio Veneto, cuore della città nuova ma con già un primo assaggio dei Sassi. Da qui si affaccia la Palombaro Lungo, un’antica cisterna sotterranea scavata nella roccia, visitabile con un breve percorso guidato. È il modo perfetto per entrare subito nel rapporto particolare che Matera ha con la pietra e con l’acqua.
Pochi passi più in là e si entra nel Sasso Barisano, la parte dei Sassi più “ristrutturata”, piena di botteghe, alloggi e scorci suggestivi. Le strade sembrano scivolare in discesa e poi riemergere tra case scavate nella roccia, chiese rupestri, terrazze naturali. Vale la pena perdersi un po’ tra vicoli e scale, magari facendo tappa alla Casa Grotta di Vico Solitario, un’abitazione tipica allestita per mostrare come si viveva nei Sassi fino agli anni ’50.
Continuando a scendere, si raggiunge la Chiesa di San Pietro Barisano, tra le più grandi chiese rupestri della città, scavata nella pietra e con resti di affreschi. Da lì si può puntare verso l’altro grande quartiere: il Sasso Caveoso. Qui la sensazione di trovarsi in un presepe di pietra è ancora più forte. La Chiesa di Santa Maria de Idris, incastonata nella roccia del Monterrone, è uno dei punti più scenografici: da fuori si ha una vista magnifica, e dentro si scoprono antichi affreschi rupestri.
Se resta tempo, e voglia di salire un po’, si può proseguire verso la Cattedrale di Matera, che domina dall’alto l’intero panorama. La vista sui Sassi da lassù è una delle più belle della città, specialmente nel tardo pomeriggio, quando la luce dorata accende il tufo.
Nel corso della giornata vale anche la pena attraversare il Ponte Tibetano della Gravina per raggiungere il Belvedere di Murgia Timone, sull’altro versante della valle. Da lì si ha la classica veduta di Matera con i Sassi addossati alla roccia e le chiese rupestri incastonate nei pendii. È un’escursione breve ma suggestiva, a patto di avere scarpe comode e un po’ di tempo in più.
Cosa mangiare a Matera (e dove farlo)
Mangiare a Matera è un’esperienza che racconta la terra, la semplicità e la tradizione contadina lucana. I piatti sono spesso poveri negli ingredienti, ma ricchi di sapore e storia. Uno dei simboli è senza dubbio il pane di Matera IGP, compatto, profumato, con la crosta scura e la forma a cornetto. Viene preparato ancora oggi con grano duro locale e lievito madre, ed è così buono che basta da solo, magari con un filo d’olio.
Tra i primi piatti da provare ci sono i cavatelli con le cime di rapa o conditi con sughi rustici, le orecchiette con mollica fritta e le lagane con i ceci. Immancabili anche i peperoni cruschi, croccanti e dolci, spesso serviti come contorno o sbriciolati sopra i piatti. E poi i salumi, i formaggi di pecora e le zuppe di legumi: tutto sa di casa e di stagioni.
Questi sono i due posti dove ho mangiato io:
1. Osteria Al Casale
Nascosta in una stradina nei pressi del Sasso Barisano, questa piccola osteria a conduzione familiare è una piacevole scoperta. L’ambiente è semplice ma curato, con volte in tufo e pochi tavoli, e il menù cambia spesso in base alla disponibilità degli ingredienti. Vengono serviti piatti della tradizione lucana preparati con cura: da provare le lagane con ceci e peperoni cruschi, la salsiccia locale con contorni di stagione e i dolci fatti in casa. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo e il servizio è gentile e senza fronzoli.
2. Da Nico
Un indirizzo poco turistico, frequentato soprattutto da locali, situato in zona centrale ma fuori dal caos dei Sassi. Da Nico è un ristorante piccolo, genuino, con porzioni abbondanti e un menù che spazia tra piatti tipici lucani e specialità del giorno. Molto buone le orecchiette al ragù bianco, le polpette di pane e il baccalà alla lucana. L’atmosfera è informale e calorosa, ideale per una pausa rilassata dopo una lunga camminata tra salite e discese.
Dove assaggiare il pane di Matera
Panificio Paoluccio
Storico forno a gestione familiare, attivo dal 1970, è uno dei luoghi più autentici dove comprare (e magari anche solo annusare) il profumo del vero pane di Matera IGP, cotto nel forno a legna secondo la tradizione. Oltre al pane, propongono anche focacce rustiche, taralli e dolci secchi lucani. Si trova in una zona residenziale non lontana dal centro, e il fatto che sia frequentato principalmente da materani è già una garanzia.











THE BEST MATERA LOVE
Che città meravigliosa che è Matera, l’ho adorata!