Cosa vedere a Oviedo: un gioiello verde nel cuore delle Asturie

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Oviedo è spesso sottovalutata rispetto ad altre mete più turistiche, ma è proprio questo a renderla così speciale: è una città da scoprire con calma, passeggiando tra le sue strade acciottolate e lasciandosi sorprendere angolo dopo angolo.

Durante il mio ultimo viaggio on the road nel nord della Spagna (Asturie, cosa vedere nella regione verde nel nord della Spagna), Oviedo è stata una tappa che non mi aspettavo mi avrebbe conquistata così tanto. Nonostante sia meno famosa di città come Santiago o Bilbao, Oviedo ha un’anima tutta sua: elegante ma accogliente, piena di arte, storia e… profumo di sidra!

Vediamo assieme cosa vedere nella capitale del Principato delle Asturie.

Casco Antiguo: il cuore storico da vivere con calma (e naso all’insù)

Il centro storico di Oviedo è uno di quei posti dove il tempo sembra essersi fermato, ma senza la sensazione di museo a cielo aperto: qui si vive, si chiacchiera, si mangia e si respira storia vera.

La zona è pedonale e super curata, quindi perfetta da girare a piedi. Inizia da Plaza del Fontán, una piazza storica con portici colorati, bar all’aperto e un piccolo mercato che profuma di formaggi locali e chorizo. Qui è facile perdersi tra chiacchiere, risate e l’aroma della tarta de manzana appena sfornata.

Da lì, si possono fare due passi verso Plaza de la Constitución, dominata dall’antico Municipio. per osservare le città dal punto di vista quotidiano, è bello fermarsi qui e guardare la vita che scorre: bambini che corrono, anziani che leggono il giornale, e gruppi di amici che si danno appuntamento per l’aperitivo.

A questo punto, ci si trova quasi senza accorgertene davanti alla Cattedrale di San Salvador. La facciata gotica è imponente, ma è all’interno che si nasconde la vera chicca: la Cámara Santa, una cappella romanica dell’XI secolo che custodisce reliquie antichissime come la Cruz de la Victoria, simbolo delle Asturie. Questa è una tappa chiave del Cammino di Santiago, ed è per questo che tanti pellegrini fanno sosta qui.

Dietro la cattedrale, da non perdere è Plaza de Porlier. C’è una statua in bronzo di un viaggiatore con valigia (sì, anche qui!), e diversi localini tranquilli perfetti per una pausa caffè.

Passeggiando tra vicoli e piazze, si può notare come ogni angolo racconti qualcosa: dai palazzi nobiliari con i loro balconi in ferro battuto, ai detti in asturiano incisi sulle pareti. E ogni tanto, una sidrería ti strizza l’occhio, come a dirti “fermati, va’ che qui si sta bene”.

Nel weekend il Casco Antiguo si anima di eventi, musica di strada e mercatini artigianali. Un’atmosfera da godersi senza fretta.

Le sculture in città: arte a cielo aperto

Uno degli aspetti più caratteristici di Oviedo è la sua sorprendente collezione di sculture all’aperto, distribuite in modo capillare per tutta la città. Si tratta di un vero e proprio museo urbano, dove l’arte non è confinata all’interno di spazi chiusi, ma si fonde con l’architettura e la vita quotidiana. Attualmente si contano oltre cento opere visibili gratuitamente lungo strade, piazze e parchi pubblici.

Molte di queste sculture sono dedicate a figure emblematiche della cultura spagnola, o evocano momenti della vita quotidiana. La loro presenza è discreta ma costante, e contribuisce a creare un’atmosfera riflessiva, a tratti surreale.

La Regenta

Situata di fronte alla Cattedrale, questa statua rende omaggio al celebre romanzo ottocentesco di Leopoldo Alas “Clarín”. La protagonista è rappresentata con abiti dell’epoca, mentre cammina sola per le vie della città. È una delle immagini più iconiche di Oviedo, simbolo della connessione tra letteratura e spazio urbano.

Woody Allen

In Calle de las Milicias Nacionales si trova la statua di Woody Allen, realizzata nel 2003 in seguito alla visita del regista durante il Festival Internazionale del Cinema. È una figura a grandezza naturale, che ritrae Allen in atteggiamento dimesso, con gli occhiali e le mani in tasca. La sua presenza ha generato dibattito negli ultimi anni, ma resta una delle sculture più fotografate.

La Maternidad, di Fernando Botero

Quest’opera, donata dall’autore colombiano Fernando Botero, si trova nei pressi di Plaza de la Escandalera. Il soggetto, una madre con bambino dalle forme esageratamente morbide, è rappresentativo dello stile dell’artista. È una scultura che suscita immediata empatia e che si inserisce armoniosamente nel contesto urbano.

Mujer con la maleta

In prossimità del Teatro Campoamor si trova questa figura femminile in bronzo, con una valigia nella mano sinistra e lo sguardo rivolto verso l’orizzonte. Il significato può essere interpretato in più modi: una donna in partenza, in arrivo, o forse semplicemente in transito. È una delle opere più evocative della città.

Altre opere da segnalare

  • El viajero: viaggiatore solitario con cappotto e borsa a tracolla
  • Vendedora de pescado: omaggio alle venditrici di pesce dei mercati locali
  • Los Diálogos: due figure sedute che sembrano conversare in silenzio
  • Culis Monumentalibus: scultura provocatoria e ironica che ritrae il posteriore nudo di una figura femminile, spesso oggetto di selfie ironici

A Oviedo c’è anche Mafalda, il celebre personaggio dei fumetti creato dall’argentino Quino (Joaquín Salvador Lavado). La statua si trova nei Giardini di Campo de San Francisco, uno dei parchi pubblici più centrali e frequentati della città. La statua è stata donata nel 2014, in occasione del premio Príncipe de Asturias de Comunicación y Humanidades assegnato a Quino.
È diventata in poco tempo una delle sculture più amate e fotografate della città, specialmente dai viaggiatori ispanoamericani che con Mafalda sono cresciuti.

Salita al Monte Naranco: vista wow e chiese millenarie

Il Monte Naranco è il rilievo che domina Oviedo da nord-ovest, una collina verde che offre sia un’esperienza naturalistica, sia un incontro diretto con alcuni tra i più importanti esempi di architettura preromanica europea. Rappresenta un’escursione ideale per chi desidera allontanarsi temporaneamente dal centro urbano, senza rinunciare alla componente culturale del viaggio.

La salita al Monte Naranco può essere intrapresa direttamente a piedi dal centro di Oviedo. Si tratta di un percorso di circa 5 km (solo andata), con un dislivello moderato e ben segnalato. Il tragitto attraversa quartieri residenziali e tratti boscosi, fino ad aprirsi su un ampio panorama che abbraccia tutta la città e, nelle giornate limpide, anche la costa cantabrica. Per chi preferisce abbreviare il percorso, è possibile raggiungere la cima anche in auto o con taxi.

Santa María del Naranco

A circa metà salita si incontra il primo dei due monumenti principali: Santa María del Naranco, costruita originariamente come padiglione di caccia o sala del trono per il re Ramiro I delle Asturie (848 d.C.), e successivamente trasformata in chiesa. L’edificio, in pietra locale, è sobrio ma elegantemente proporzionato, con archi ciechi e colonne che mostrano influenze visigote e carolinge. Gli interni, seppur spogli, conservano decorazioni scolpite di notevole finezza. Dal 1985 è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, insieme ad altri esempi di arte asturiana.

San Miguel de Lillo

Poco sopra si trova la più piccola San Miguel de Lillo, edificata nello stesso periodo ma con una funzione prettamente religiosa. Oggi è visibile solo una parte dell’edificio originale, a causa di un crollo avvenuto già nel Medioevo, ma ciò che resta conserva uno straordinario fascino. Le sculture decorative, le colonne con capitelli scolpiti e l’atmosfera raccolta ne fanno una tappa imperdibile per chi ha interesse per l’arte altomedievale.

Calatrava a Oviedo

Il Palacio de Exposiciones y Congresos Ciudad de Oviedo, comunemente noto come Palacio de Congresos de Oviedo o semplicemente “Calatrava”, è un edificio emblematico situato nel cuore di Oviedo. Progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava, l’edificio rappresenta un esempio significativo di architettura contemporanea e si distingue per il suo design innovativo.​

Il palazzo si caratterizza per la sua forma distintiva, che ricorda una nave spaziale o un guscio, con una struttura in cemento, acciaio e vetro. La copertura mobile, inizialmente concepita come un elemento dinamico, è attualmente fissa a causa di problemi tecnici.

Inaugurato nel 2011, il palazzo funge da centro congressi e sede per eventi culturali. La costruzione del palazzo è stata oggetto di dibattito pubblico a causa dei sostanziali aumenti dei costi rispetto alle stime iniziali. Nonostante le controversie, il palazzo è riconosciuto come un’icona dell’architettura moderna a Oviedo. Tuttavia, le opinioni pubbliche sull’edificio sono divise; alcuni cittadini lo apprezzano come simbolo di innovazione, mentre altri lo considerano un esempio di spesa pubblica inefficiente.

Oviedo, cosa mangiare

Il Cachopo: nel ristorante El Capricho de Ramiro, il Cachopo del Rey Ramiro è una delle specialità più rinomate. Si distingue per la qualità della carne, l’uso di prosciutto crudo e formaggio asturiano stagionato (spesso il famoso Afuega’l Pitu), e la panatura croccante che avvolge i filetti di vitello. La preparazione è meticolosa e la cottura perfetta per ottenere una carne tenera e succulenta, con un contrasto perfetto tra la croccantezza dell’esterno e la morbidezza del ripieno.

La fabada asturiana è una zuppa di fagioli che viene preparata con il “fabes” (fagioli bianchi asturiani), un ingrediente che cresce nelle fertili terre della regione, e una serie di carni ricche che la rendono un piatto estremamente saporito. Ogni famiglia ha la propria versione, ma gli ingredienti base sono sempre quelli: fagioli, carne di maiale e una buona dose di sidra per aromatizzare. La fabada viene servita calda e abbondante, ed è spesso accompagnata da pane casereccio per raccogliere il succulento brodo. Essendo un piatto che si mangia lentamente e con grande soddisfazione, è tipicamente consumato durante i mesi freddi, ma è possibile trovarlo tutto l’anno nei ristoranti asturiani.

L’empanada è una pasta ripiena che può essere farcita con vari ingredienti, ma la versione più amata a Oviedo è quella con il polpo. La pasta, che può essere più o meno spessa a seconda della preparazione, viene riempita con polpo cotto (spesso bollito), cipolla, peperoni rossi, e talvolta un po’ di pomodoro per aggiungere un tocco di acidità. Il ripieno viene condito con olio d’oliva, aglio e paprika (a volte dolce, a volte piccante) per darle un sapore avvolgente e mediterraneo. Sebbene sia originaria della Galizia, questo piatto è diventato popolare anche a Oviedo, soprattutto nelle taverne di pesce e nelle sidrerías.

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