Etiopia in 11 giorni: un viaggio tra monasteri, montagne e meraviglie scolpite nella roccia

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L’Etiopia è una terra che sorprende, commuove e mette in discussione ogni aspettativa. Un Paese di montagne maestose, chiese scavate nella roccia, popoli antichi e una spiritualità che si respira ovunque. Da Addis Abeba a Lalibela, passando per Bahir Dar, Gondar e le montagne del Simien, abbiamo attraversato paesaggi remoti e villaggi sospesi nel tempo, tra monasteri ortodossi, mercati improvvisati e suoni e colori che non si dimenticano.

Giorno 1 – Partenza dall’Italia

Partenza da Venezia il 27 dicembre con volo Turkish Airlines, scalo a Istanbul e arrivo ad Addis Abeba la mattina seguente.

Giorno 2 – Addis Abeba > Debre Markos

Arrivo ad Addis Abeba di prima mattina. Dopo i controlli doganali e l’incontro con la guida locale, breve giro della capitale con tappa al Museo Nazionale (dove si trova Lucy), alla cattedrale di San Giorgio e agli angoli più significativi della città. Poi partenza per Debre Markos, attraversando paesaggi verdi e altopiani punteggiati da villaggi.

Sosta al monastero di Debre Libanos, incastonato tra le montagne, e al ponte portoghese con vista spettacolare sulla gola del fiume Jemma. Pernottamento semplice ma accogliente a Debre Markos.

Giorno 3 – Debre Markos > Bahir Dar

Partenza da Debre Markos al mattino e proseguimento in direzione Bahir Dar. Il tragitto, anche se lungo, è un’esperienza in sé: campi coltivati a mano, venditori ai margini della strada, asinelli che trasportano ogni cosa. Sguardi che incrociano il pulmino, sorrisi che restano impressi. Arrivo a Bahir Dar nel pomeriggio, sulle rive del Lago Tana.

Giorno 4 – Le Cascate del Nilo Azzurro e il Lago Tana

Mattinata dedicata all’escursione alle Cascate del Nilo Azzurro: partenza presto per raggiungere il punto di inizio della camminata. Il percorso si snoda tra villaggi e paesaggi agricoli, fino a raggiungere il salto d’acqua. In stagione secca la portata è ridotta, ma il luogo mantiene tutta la sua forza evocativa. Nel pomeriggio, navigazione sul Lago Tana con visita ai monasteri sulle isole: affreschi coloratissimi, preghiere sussurrate, una spiritualità palpabile. Rientro a Bahir Dar in barca con luce calda del tramonto.

Giorno 5 – Bahir Dar > Gondar

Partenza da Bahir Dar dopo colazione, direzione nord. La strada si snoda tra colline ondulate e mercati improvvisati lungo i villaggi. Lungo il percorso, sosta alla chiesa di Debre Birhan Selassie, celebre per il soffitto decorato con volti di cherubini: un piccolo capolavoro nascosto, che sorprende per la ricchezza pittorica.

Arrivo a Gondar, città che fu capitale imperiale nel XVII secolo. Il complesso del Castello di Fasil Ghebbi, con le sue torri e mura che sembrano uscite da un libro di storia medievale, domina il centro città. Visita agli edifici reali e passeggiata nei dintorni.

Giorno 6 – Le Montagne del Simien

Partenza da Gondar per un’escursione nelle Montagne del Simien, uno dei paesaggi più spettacolari dell’Etiopia. Si attraversano villaggi, altopiani e strade sterrate fino a raggiungere l’entrata del Parco Nazionale. Trekking leggero tra le vette e affacci sulle vallate infinite, alla ricerca dei babbuini Gelada, specie endemica della zona. Il panorama è impagabile. Rientro a Gondar nel tardo pomeriggio.

Giorno 7 – Gondar > Lalibela

Partenza da Gondar all’alba per una lunga tappa di trasferimento verso Lalibela. Otto ore di strada (soste escluse), attraverso i territori rurali del popolo Amhara, tra terra rossa, bambini che salutano e paesaggi sconfinati. Lalibela appare tra le colline quasi all’improvviso. Sistemazione in hotel e primo sguardo alla città, sospesa tra spiritualità e quotidianità.

Giorno 8 – Le chiese scavate nella roccia di Lalibela

Intera giornata dedicata alla visita delle chiese rupestri di Lalibela, uno dei luoghi più suggestivi di tutta l’Africa. Patrimonio UNESCO, queste undici chiese sono state scavate nella roccia vulcanica tra il XII e il XIII secolo e ancora oggi sono luoghi di culto attivo.

Si cammina tra cunicoli, passaggi sotterranei e spazi sacri in un’atmosfera fuori dal tempo. La guida racconta leggende, simbolismi e rituali che animano questo incredibile complesso. Da non perdere Bet Giyorgis, la chiesa a forma di croce, tra le più scenografiche.

Giorno 9 – Lalibela > Dessie

Partenza da Lalibela al mattino presto. L’itinerario è lungo ma la varietà di paesaggi rende il viaggio interessante. Sosta al suggestivo Lago Hayk, circondato da natura rigogliosa e abitato da pellicani e cormorani. Arrivo a Dessie, città caotica ma autentica, dove si respira l’Etiopia di passaggio, fatta di mercati, furgoncini e polvere rossa.

Giorno 10 – Dessie > Addis Abeba

Ultimo giorno di strada. Partenza da Dessie e attraversamento della Rift Valley, con sosta lungo il tragitto per sgranchirsi le gambe e godere dei panorami che si aprono tra i crinali. Arrivo ad Addis Abeba nel tardo pomeriggio. Cena tipica con balli e musiche tradizionali in un ristorante locale: un saluto festoso al viaggio. In serata, trasferimento in aeroporto per il volo di rientro.

Giorno 11 – Arrivo in Italia

Rientro in Italia con volo Turkish Airlines e arrivo a Venezia. Un viaggio che resta dentro: per i paesaggi, la spiritualità e la forza delle persone incontrate lungo la strada.

Questo itinerario è stato organizzato da Viaggigiovani.it, la mia agenzia di fiducia con sede a Trento. Durante tutto il tour in Etiopia abbiamo viaggiato in pulmino privato, con la comodità di avere a disposizione una guida locale parlante italiano sempre presente, preparata e appassionata. Un supporto fondamentale per comprendere davvero la cultura, la storia e le dinamiche di un Paese complesso e affascinante come l’Etiopia.

Cosa si mangia nel nord dell’Etiopia

La cucina etiope è un viaggio nel viaggio. Nelle regioni del nord — tra Addis Abeba, Bahir Dar, Gondar e Lalibela — il protagonista assoluto è l’injera, un grande pane spugnoso a base di farina di teff, servito come piatto unico con una varietà di zighinì, ovvero stufati piccanti di carne o verdure. Spesso i piatti vengono condivisi in centro tavola, e si mangia con le mani, strappando l’injera per raccogliere il condimento.

Tra i piatti tipici più comuni ci sono il doro wat (pollo speziato con uova sode), il tibs (pezzetti di carne saltati con verdure) e le lenticchie in berberè, una miscela speziata dal sapore deciso. Per chi non mangia carne, la tradizione ortodossa etiope prevede giorni di digiuno in cui si consumano solo piatti vegetariani — e in quelle occasioni la cucina si arricchisce di proposte a base di legumi, cavoli, patate e spinaci.

Il caffè merita un capitolo a parte: preparato spesso con la cerimonia tradizionale del caffè, è un momento conviviale e profondo, in cui si assaggia il caffè etiope tostato, pestato e bollito sul momento, servito in tre cicli consecutivi (abol, tona e baraka). Un’esperienza da non perdere.

Un po’ di storia dell’Etiopia

L’Etiopia è una terra antichissima, unica nel continente africano per non essere mai stata completamente colonizzata. Le sue radici affondano nel regno di Axum, una delle grandi civiltà del mondo antico, che fiorì tra il I e il VII secolo d.C. e abbracciò il Cristianesimo già nel IV secolo. Nel corso dei secoli, l’Etiopia ha mantenuto una forte identità culturale e religiosa, strettamente legata alla Chiesa ortodossa etiope. La figura dell’imperatore Haile Selassie, sovrano fino al 1974, ha lasciato un’impronta profonda anche nella cultura globale, influenzando movimenti spirituali come il rastafarianesimo. Oggi l’Etiopia è una Repubblica federale, con una storia complessa fatta di etnie, lingue e religioni che convivono in un equilibrio a volte delicato, ma straordinariamente ricco.

Sicurezza in viaggio

Viaggiare nel nord dell’Etiopia è generalmente sicuro, soprattutto se ci si affida a tour organizzati con guida locale. Durante il nostro viaggio con Viaggigiovani, abbiamo avuto un pulmino privato e una guida parlante italiano sempre presente, elementi che rendono ogni spostamento più semplice e rassicurante. Detto questo, è importante restare aggiornati sulla situazione politica, soprattutto nelle regioni del Tigray e nelle zone più isolate. Nelle città e nei luoghi turistici, basta seguire le consuete norme di buon senso: non ostentare oggetti di valore, evitare di muoversi da soli dopo il tramonto e portare con sé una fotocopia del passaporto. Come in molti paesi, un sorriso e un atteggiamento rispettoso aprono molte porte.


Se volete vedere tutte le foto dell’Etiopia, le trovate nel mio spazio Flickr dedicato: https://www.flickr.com/photos/borntotravel77/collections/72157677949583068/.

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