Nel cuore delle colline del Fujian, in Cina sudorientale, si trovano i Tulou, abitazioni collettive costruite in terra battuta. Queste strutture uniche, circolari o quadrate, non erano semplici case, ma veri e propri villaggi verticali. Qui vivevano intere comunità Hakka che, tra XVII e XIX secolo, affrontavano conflitti locali e razzie, proteggendosi grazie a muri spessi, porte rinforzate e finestre ridotte ai piani bassi. I Tulou combinano difesa, socialità e praticità, raccontando lo stile di vita di generazioni intere.
Architettura e vita interna
I Tulou possono ospitare decine di famiglie sotto lo stesso tetto. Al piano terra erano organizzate cucine comuni, depositi e spazi di lavoro, mentre i piani superiori erano destinati alle camere da letto e agli spazi privati. Al centro di ogni costruzione si trova un cortile, cuore pulsante della vita comunitaria: qui si cucinava, si seccavano i raccolti, si svolgevano feste e cerimonie. L’organizzazione interna favoriva la collaborazione tra i membri della comunità e rafforzava il senso di appartenenza al clan.
Gli Hakka e la storia dei Tulou
Gli Hakka erano migranti Han che si spostarono verso sud per trovare terre fertili e sfuggire ai conflitti nelle regioni centrali della Cina. Nelle aree montuose del Fujian, svilupparono uno stile di vita collettivo fortemente legato alla protezione reciproca. La costruzione dei Tulou rifletteva la necessità di difendersi da aggressori esterni e di conservare le risorse. Con i secoli, queste strutture divennero anche simbolo di identità e orgoglio del popolo Hakka.
I cinque Tulou di Tianluokeng
Uno dei gruppi più famosi si trova a Tianluokeng, nella contea di Nanjing. Qui cinque Tulou si dispongono secondo lo schema detto “quattro piatti con una zuppa”: quattro edifici circolari e uno quadrato al centro. Quest’ultimo, il Buyunlou, fungeva da fulcro spirituale e sociale, mentre gli altri ospitavano le famiglie, creando una vera e propria comunità organizzata. La disposizione non è solo funzionale ma anche simbolica, unendo armonia, sicurezza e identità del clan.
Ogni Tulou del gruppo ha la sua storia: il Buyunlou è il più antico e centrale, mentre gli altri edifici, costruiti in epoche successive, completano il villaggio con funzioni abitative e difensive. L’intera formazione è diventata un esempio famoso di ingegno architettonico, tanto da essere riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale.




Dove si trovano i Tulou
Oltre a Tianluokeng, i Tulou sono diffusi soprattutto nelle contee di Nanjing, Yongding e Hua’an, in Fujian, con alcune testimonianze anche nel Guangdong e nello Jiangxi. Ogni Tulou ha caratteristiche proprie, influenzate dal terreno, dai materiali disponibili e dalle esigenze del clan che vi abitava. Visitare questi villaggi significa immergersi in secoli di storia, osservare l’architettura, capire la vita collettiva e percepire lo spirito della comunità Hakka.
Tulou nella cultura e nel cinema: un simbolo di comunità e memoria
I Tulou hanno oltrepassato i confini del Fujian e della Cina, diventando un simbolo riconoscibile della cultura Hakka e dell’architettura tradizionale cinese. La loro forma particolare — circolare o quadrata, con cortile centrale e mura imponenti — li rende immediatamente iconici sullo schermo e nelle rappresentazioni artistiche. Grazie alla loro struttura, evocano immagini di protezione, solidarietà e vita collettiva, diventando spesso metafora visiva di famiglia, radici e legami comunitari.
In termini cinematografici, alcune produzioni di grande richiamo internazionale hanno fatto riferimento ai Tulou. Nella versione live action di “Mulan” (2020), ad esempio, la casa di Mulan ricorda chiaramente un Tulou: sebbene la leggenda sia ambientata nel Nord della Cina, la scelta visiva ha portato al pubblico globale l’idea di queste abitazioni fortificate come simbolo di famiglia e tradizione. La costruzione circolare con il cortile centrale trasmette immediatamente il senso di coesione e protezione che è alla base della vita all’interno di queste comunità.
Anche il cinema d’animazione cinese ha valorizzato i Tulou come scenari narrativi. In “Big Fish & Begonia” (2016), la storia fantastica si svolge in un paesaggio che include Tulou stilizzati, evidenziandone il ruolo di luogo di radici culturali e di legame tra generazioni.
Trovate tutte le foto dedicate al viaggio nel mio spazio Flickr dedicato alla Cina: Cina.
